Pronta la riforma del mercato del lavoro

17/09/2001

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ECONOMIA
Domenica 16 Settembre 2001
CONCLUSA LA PRIMA STESURA DEL LIBRO BIANCO. LA CGIL CONTRARIA: COSI’ SI ARRIVERA’ A UN DOPPIO REGIME PER I VECCHI E I NUOVI ASSUNTI
dossier
Pronta la riforma del mercato del lavoro
Bruno Gianotti
L’OBIETTIVO del governo è di alzare di una decina di punti il tasso di occupazione italiano, portarlo dal 53,5% attuale fino alla media europea che viaggia intorno al 63,3%. Il mezzo per raggiungerlo è una rivoluzione del mondo del lavoro che aumenti la flessibilità, introduca nuovi meccanismi e nuovi tipi di contratto «senza tabù» per il mercato del lavoro e le relazioni industriali. I cardini della riforma saranno il part time «elastico», la liberalizzazione completa del collocamento, il contratto a progetto, nuovi assetti della contrattazione, un maggiore impulso alla democrazia economica con la partecipazione dei lavoratori alla proprietà e alle scelte dell’azienda. Un capitolo speciale riguarderà la riforma dell’apprendistato e dei contratti di formazione lavoro. Vanno «ripensati», ha spiegato ieri il sottosegretario al Lavoro Maurizio Sacconi: l’apprendistato dovrà puntare a formare un lavoratore che abbia sbocchi sul mercato, mentre il contratto di formazione punterà all’inserimento nell’azienda. Il governo, per incoraggiare la domanda formativa, ha aggiunto il sottosegretario «punterà sulla Tremonti bis, consentendo il credito d’imposta alle imprese che fanno investimenti in formazione». Analoghe forme di incentivo verranno previste anche per chi vuole praticare formazione. Il dossier da presentare ai sindacati nell’ambito della discussione sul Welfare è atteso per fine settembre-inizio ottobre, subito dopo il varo della Finanziaria 2001: un libro bianco di cui è già pronta una prima bozza, preparato da un gruppo di esperti coordinati dal professor Marco Biagi, dell’Università di Bologna. Dalle confederazioni è però arrivato il primo stop, non appena si sono diffuse le indiscrezioni sulle linee del dossier: Paolo Nerozzi, segretario Cgil, ha già obiettato che non è accettabile la prassi delle anticipazioni sul contenuto dei progetti. Non solo, la Cgil boccia subito l’idea che si possa creare un doppio mercato del lavoro: uno per chi è già assunto, l’altro per chi comincerà la sua carriera nei prossimi anni e dovrà sottostare a nuove regole come il part time più flessibile o il contratto a progetto «inaccettabile – secondo Nerozzi – perché mira a destrutturare il contratto nazionale e ciò è inaccettabile per il sindacato». Sul governo pesa comunque la pagella dell’Unione europea che ricorda come l’Italia sia l’ultima della classe in base al tasso di occupazione e abbia una percentuale irrisoria (16,1 sul totale, nel 2000), di lavoratori atipici, esattamente la metà di Spagna e Francia, meno di un terzo dei Paesi Bassi che sono intorno al 54,3%. L’occupazione femminile è ancora molto sotto gli obiettivi fissati: il tasso di occupazione è inferiore al 40%, mentre il Consiglio europeo di Stoccolma aveva indicato un livello del 57% entro il 2005. Bruxelles da tempo indica i difetti strutturali presenti nel mercato del lavoro del nostro paese: forte squilibrio tra Nord e Sud, gran massa di lavoro nero, disoccupazione femminile in crescita, sistema formativo molto labile. Nel 2000 il tasso di occupazione italiano (53,5% contro il 63,3% europeo) è stato il più basso di tutta l’area euro. Quello femminile è prossimo al 40%, ben lontano dall’obiettivo intermedio fissato dal consiglio europeo di Stoccolma per gennaio 2005 al 57%. L’incidenza del cosiddetto lavoro atipico sul totale dell’occupazione è stata pari, sempre lo scorso anno, al 16,1%, la metà del valore registrato in Francia e Spagna per non parlare dei Paesi Bassi (54,3%). Queste le innovazioni previste:
PART TIME. Si parla di incentivare il ricorso al tempo parziale per un numero più alto di donne. Tra le ipotesi, un orario a misura d’azienda. Potrebbe cadere anche il tetto all’utilizzo del contratto stesso e scomparire il diritto al pentimento, cioè la possibilità di tornare al tempo pieno.
COLLOCAMENTO. Una delle ipotesi prevede la possibilità per le agenzie di interinale di fare mediazione tra domanda e offerta. Il collocamento pubblico dovrebbe agire soprattutto per le fasce più deboli come i disoccupati di lunga durata o gli immigrati.
PARTECIPAZIONE. E’ in discussione la partecipazione dei lavoratori al rischio d’impresa e ai risultati d’impresa.
AMMORTIZZATORI SOCIALI. Dovrebbero essere ripensati, a partire dalla cassa integrazione, puntando a strumenti che passino dalle politiche passive del lavoro a quelle attive. Sarà centrale il ruolo della formazione.
CONTRATTO PROGETTO. Novità in assoluto, legata alla prestazione. Finito il progetto, si concluderà il rapporto di lavoro.


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