Prometeia: la partita si gioca sulla ripresa dei consumi

21/12/2000

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Giovedì 21 Dicembre 2000
italia – economia
Prometeia: la partita si gioca sulla ripresa dei consumi

MILANO. Il futuro della ripresa si gioca sulla domanda interna. Il Rapporto di previsione di dicembre di Prometeia prevede una crescita del 2,5% nel 2001, rispetto al 2,7% stimato per il 2000 (2,8% secondo il Governo), e vicina al 3% nei due anni successivi, con riduzione del differenziale con l’area euro. Il tendenziale d’inflazione, dal 2,5% stimato per il 2000, potrebbe scendere al 2,3% nel 2001 fino a circa l’1,5% nel biennio successivo.

La domanda interna — secondo Prometeia — è prevista in aumento in modo sostenuto con un effetto traino sul Pil. Un ruolo importante sarà poi svolto dalla politica di bilancio che, dopo un decennio di restrizioni, potrà redistribuire alle famiglie e alle imprese i guadagni conseguiti in termini di allargamento della base imponibile, contribuendo in modo significativo ad attenuare gli effetti negativi esercitati dall’aumento del prezzo del petrolio sul reddito delle famiglie e sui costi delle imprese.

Secondo Prometeia, l’ottimismo è possibile grazie al fatto che il rallentamento della crescita economica che sta interessando i Paesi industriali è di modesta intensità e dovrebbe essere di breve durata, anche per il rientro del prezzo del petrolio, il rafforzamento dell’euro, la possibilità di un allentamento della politica monetaria, negli Usa come in Europa, e l’impostazione espansiva delle politiche di bilancio nel Vecchio Continente.

Per i consumi delle famiglie si prospetta una graduale accelerazione della crescita, che nel 2002-2003 avrebbe luogo a tassi non dissimili da quelli del Pil. Si prevede inoltre che l’attuale fase di crescita sostenuta degli investimenti proseguirà, con incrementi compresi tra il 7 e l’8% all’anno, nel 2002-2003.

Risulterà in crescita sostenuta anche l’occupazione, che nel prossimo triennio potrebbe registrare altri 820mila posti di lavoro (dopo i circa 600mila degli ultimi 3 anni), e nel 2003 il tasso di disoccupazione potrebbe scendere all’8,6 per cento.