Progetto-pilota a Como per inserire gli immigrati

25/05/2001

Il Sole 24 ORE.com



    Le parti definiscono percorsi «guidati» verso la stabilità del posto

    Progetto-pilota a Como per inserire gli immigrati
    Marco Morino
    COMO. L’Unione industriali di Como e i sindacati di Cgil, Cisl e Uil hanno siglato un accordo — il primo del genere in Italia — per l’inserimento guidato degli extracomunitari nel mondo del lavoro e nella società civile comasca. L’intesa, presentata ieri nella sede dell’Unione industriali, si propone come «un modello sperimentale» a cui potranno fare riferimento, se lo vorranno, altre realtà territoriali del nostro Paese. Intanto — hanno spiegato imprenditori e sindacati lariani — l’accordo sui lavoratori extracomunitari punta sul coinvolgimento immediato delle amministrazioni locali, al fine di agevolare ulteriormente il processo d’inserimento dei lavoratori e smorzare le «sterili polemiche» che spesso accompagnano il delicato tema dell’immigrazione.
    «Erano circa due anni — ricorda Giacomo Castiglioni, presidente degli imprenditori comaschi — che lavoravamo sul progetto immigrati. Tra l’altro il nostro è un territorio di confine e il fenomeno dell’immigrazione non può essere trascurato o sottovalutato. Noi come imprenditori ci siamo detti: trasformiamo l’immigrazione, cioè la risorsa "lavoratore extracomunitario", in un’opportunità anziché in un peso per le nostre aziende. E facciamolo con il pieno consenso delle forze sindacali. Dobbiamo dire — sottolinea Castiglioni — che dal fronte sindacale abbiamo ottenuto pieno appoggio e condivisione sulle nostre proposte». «Questo accordo — osservano Amleto Luraghi (Cgil di Como) e Fausto Tagliabue (Cisl di Como) — si pone in un’ottica di sviluppo, perché risponde a dei bisogni reali che nascono dal territorio. Si tratta, soprattutto, di un accordo innovativo: è vero che al suo interno si parla diffusamente di lavoro interinale, ma è anche vero che tutto l’impianto mira alla stabilità, ovvero alla creazione di rapporti di lavoro duraturi tra lavoratori extracomunitari e datori di lavoro».
    Vediamo a grandi linee i contenuti dell’accordo, che in una prima fase interesserà qualche decina di lavoratori extracomunitari. Le tappe del progetto sono cinque. 1) Il primo passo (entro metà giugno) consisterà nel ricercare 20/30 imprese associate all’Unione che siano disponibili a partecipare al progetto (le imprese metteranno a disposizione uno o due posti di lavoro a testa). 2) La seconda tappa prevede l’affidamento a una società di lavoro temporaneo della ricerca dei lavoratori in grado di essere "incrociati" con le aziende per le mansioni dichiarate disponibili. 3) La terza fase consisterà nell’assegnazione dei lavoratori selezionati alle singole imprese disponibili. 4) La quarta fase prevede la costituzione del rapporto di lavoro. L’intesa propone che il lavoratore venga assunto per un periodo di sei mesi dalla società di lavoro temporaneo e da questa inviato in missione presso l’impresa. A sua volta l’azienda si impegna, «salvo esiti assolutamente negativi dell’esperimento», all’assunzione «definitiva» al termine del periodo sperimentale. 5) La quinta fase, contemporanea alla quarta, prevede l’inserimento del lavoratore in un percorso formativo gestito da un centro di formazione.
    Vi è poi un’ulteriore sesta fase, in contemporanea alla quinta, che prevede l’assegnazione di un abitazione al lavoratore (che pagherà regolare affitto) messa a disposizione o dall’Aler o dal mondo della cooperazione edilizia. «È probabile che i primi inserimenti in azienda — dice Giorgio Carcano, vicepresidente dell’Unione ai rapporti sindacali — avvengano ai primi di settembre 2001».
    Venerdì 25 Maggio 2001
 
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