Limoni, esito incontro 08/04/2013

Roma, 15 aprile 2013

Testo Unitario

Si è svolta in data 8 aprile, l’attesa riunione con le Profumerie Limoni. All’incontro era presente il nuovo management composto da Enrico Ceccato Amministratore della società, da Paolo Brigati che segue tutto il lato finanziario e da Claudia Campagna direttrice delle Risorse Umane.

L’Azienda che è leader di mercato con 400 negozi (alcuni in Slovenia e Croazia) e 2000 dipendenti.

Dopo una grave crisi finanziaria, dovuta in gran parte ad un passato (proprietà e gestione precedente) sul quale sta indagando la magistratura, ad agosto 2012 il Fondo Bridgepoint, cede il 50% delle quote societarie al Fondo Orlando Italy. Questo ha permesso un aumento di capitale ed una rinuncia delle banche a parte del debito per convergere in un piano di risanamento.

L’attuale management si è posto l’obiettivo di riposizionare strategicamente il gruppo, sfruttando positivamente le professionalità presenti nei punti vendita, ritornando a fare "profumeria", collocandosi nella fascia prestige e lusso, con un assortimento selettivo e dei "punti trucco". Si punterà su una scontistica per chi è titolare della carta fedeltà, di meno promozioni (che comprimono eccessivamente i margini) e di maggior servizio al cliente. Nel 2012 sono state effettuate 40.000 ore di formazione con il Fondo Forte.

Per rendere visibile il cambiamento, sono stati stanziati 21 milioni di euro (7 milioni per anno) per il rifacimento di 300 negozi, circa 2 a settimana con 2 settimane di chiusura per il rifacimento, gestite con spostamenti in negozi limitrofi, utilizzo di r.o.l., riposi compensativi arretrati o ferie. I primi negozi ristrutturati hanno dato un buon risultato di vendite nelle settimane successive.

Ci saranno delle aperture in piazze importanti (non ancora definite) e delle chiusure, sulle quali è risultata evidente la volontà della Società di "fare da soli", indipendentemente dalla disponibilità manifestata dalle Organizzazioni Sindacali.
Nel 2013 sono già stati chiusi 7 negozi con 24 persone, 20 sono state ricollocate e 4 licenziate perché non vi erano punti vendita nelle vicinanze per la ricollocazione. Già nel 2012 erano stati chiusi 21 punti vendita con 72 persone di cui 52 ricollocate.

Verranno ottimizzati i costi della rete e della sede, si chiuderanno i 28 negozi esteri che portano una grande perdita di cassa.

L’obiettivo dell’Azienda è quello di portare il conto economico in tre anni a 20 milioni di risultato.

In attesa di un ulteriore incontro che avverrà prima dell’estate, per conoscere più nel dettaglio il piano di risanamento, invitiamo i territori a vigilare e a tenere monitorata la situazione nei punti vendita, per dare assistenza alle lavoratrici ed ai lavoratori in caso di chiusure per le quali, come sopra evidenziato, l’Azienda non sembra interessata a coinvolgere le Organizzazioni Sindacali.

Alleghiamo la presentazione illustrataci dalla Società nell’incontro sopra descritto.

p. la Filcams Cgil Nazionale
Daria Banchieri