Profit warning di Carrefour

13/10/2004


            mercoledì 13 ottobre 2004

            Il Sole-24 Ore
            sezione: FINANZA INTERNAZIONALE – pag: 34
            Il gruppo francese lancia un allarme sui risultati di fine 2004
            Profit warning di Carrefour
            DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
            MI.C.
            PARIGI • Il colosso francese della grande distribuzione, Carrefour, ha lanciato ieri un warning sia sulla cifra d’affari sia sul risultato di fine 2004. In una nota diramata a fine Borsa si legge infatti che la crescita del fatturato a fine esercizio sarà inferiore al 5% annunciato in precedenza e che l’aumento dell’utile netto per azione sarà inferiore a due cifre e non uguale o superiore come fissato in precedenza. Si tratta di un annuncio che non ha praticamente influito sul titolo che ha chiuso in ribasso dello 0,15% a quota 36,05 euro, anche se va sottolineato che da gennaio ad oggi il valore dell’azione è arretrato del 17% circa.
            Quali i mali di Carrefour? Uno in particolare. Il fatto che i consumi sono stati inferiori alle attese, soprattutto nel mese di settembre. Ma bisogna subito aggiungere che il gruppo sta pagando anche il pesante attacco sferrato da alcuni concorrenti tedeschi come Lidl.
            Quali allora i rimedi? Il colosso francese ha dichiarato che accentuerà la sua politica volontaristica di riduzione dei prezzi alla clientela, ma anche quella di riduzione dei costi generali di gestione.
            Ricordiamo che Carrefour si è posto un obiettivo di contenimento dei costi nel 2004 pari a 65-70 milioni, mentre l’indebitamento nel primo semestre è già calato di 1,4 miliardi, dai 10,7 miliardi di fine 2003, a 9,3 miliardi.
            È comunque sul fronte del contenimento dei prezzi che Carrefour ha deciso di giocare la sua partita.
            Basti considerare che l’obiettivo fissato di 335 milioni per fine anno è stato giudicato insufficiente e sarà quindi sensibilmente aumentato. Non solo in Francia, ma anche in altri Paesi come l’Italia dove le vendite sono calate nel terzo trimestre, a perimetro costante, negli ipermercati del 2,8% e nei supermercati del 3,5 per cento.
            Al di là di ogni altra considerazione, la formula Carrefour non è affatto in gioco, anche se va adattata alle nuove esigenze del mercato, così come non è in gioco il risultato di fine anno. Sarà infatti positivo, nonostante l’indubbio il periodo di difficoltà che la società sta attraversando.
            Ad ogni buon conto nel terzo trimestre la cifra d’affari complessiva è cresciuta del 4,2% a quota 20,31 miliardi, mentre quella nei primi nove mesi è aumentata del 4,3% a 59 miliardi di euro circa. In questa ottica, Carrefour non ha commentato indiscrezioni di stampa secondo cui avrebbe messo in vendita le attività in Giappone.
            In attesa di conoscere quali saranno gli sviluppi, è l’intero mercato della grande distribuzione in Francia che necessita una ristrutturazione in profondità. Il fatto che i prezzi debbano calare ancora e che il ministro dell’Economia, Nicolas Sarkozy, abbia imposto ai gruppi del settore una riduzione immediata del 2% significa che c’è un malessere evidente.
            E il principale è che in Francia esistono delle pratiche commerciali tra grande distribuzione e industria, che concorrono a rendere artificialmente alti i prezzi. Un meccanismo che giganti come Carrefour intendono smantellare al più presto.