«Professionisti, troppi privilegi; subito la riforma degli ordini»

21/11/2005
    domenica 20 novembre 2005

    Pagina 52 – Economia

      La relazione dell´Autorità: forti danni ai consumatori da normative spropositate e limiti al mercato

        «Professionisti, troppi privilegi
        subito la riforma degli ordini»

          L´Antitrust a governo e Parlamento: eliminare le tariffe minime

            LUCIO CILLIS

              ROMA – Le professioni entrano nel mirino dell´Antitrust: per l´Autorità infatti è «improcrastinabile» una riforma che porti a tariffe meno care e ad una reale apertura dell´accesso. Un intervento duro quello dell´organo di garanzia presieduto da Antonio Catricalà che punta l´indice sull´esecutivo, colpevole di non aver ancora messo in campo una normativa capace di migliorare la concorrenza venendo incontro alle regole comunitarie. Un richiamo che indica anche la strada da seguire in tempi rapidi, pena un intervento d´autorità che potrebbe «disapplicare» le leggi esistenti.

              «La riforma delle professioni è improcrastinabile anche alla luce delle sollecitazioni degli organismi internazionali» afferma il Garante della Concorrenza nella segnalazione inviata a Parlamento e governo che accompagna una Relazione sul settore approvata nella riunione di mercoledì scorso e preceduta da un lavoro di due anni. L´occhio del Garante ha preso in esame le tariffe e i freni normativi oltre «gli ingiustificati privilegi ai professionisti». Nel corso dei 24 mesi di indagine, l´Autorità ha promosso degli incontri con gli Ordini professionali dai quali è emersa, quasi sempre, la disponibilità di avvocati, notai o architetti a modificare le regole in vigore. Questi, secondo l´Antitrust, i nodi da affrontare nei prossimi mesi.

              Le tariffe. I costi applicati ai servizi dei liberi professionisti sono al centro dell´attenzione. Secondo l´Autorità «occorre eliminare» le tariffe "predeterminate inderogabili", un passaggio necessario per avviare la riforma delle professioni e per consentire «lo svolgersi della concorrenza a beneficio di un continuo miglioramento dei servizi». Se la qualità minima della prestazione professionale è infatti garantita dalle regole di accesso alle professioni, «i prezzi prefissati non costituiscono né un parametro di riferimento per gli utenti né un valido incentivo per i professionisti». Oggi, infatti, i costi sostenuti dalle nostre imprese «sono sensibilmente superiori a quelli di altri fattori della produzione soggetti a regolamentazione».

                La pubblicità. Su questo punto è altrettanto netto il giudizio dell´Antitrust: «Occorre introdurre il principio della libertà di mezzi e contenuti pubblicitari perché la pubblicità rappresenta uno strumento fondamentale di concorrenza. Le limitazioni sui contenuti dell´informazione pubblicitaria potrebbero essere giustificati solo in casi particolari».

                  I privilegi. Bacchettata anche sui benefici garantiti dalle attuali norme: «In Italia esiste una regolamentazione in molti casi sproporzionata, che attribuisce ingiustificati privilegi ai professionisti». Il Garante ribadisce che in questo modo «si limita l´accesso al mercato e se ne riduce l´efficienza complessiva a danno dei consumatori». Secondo l´Autorità, che ricorda di aver già inviato nel biennio 2004-2005 sei segnalazioni a governo e Parlamento, vanno eliminate delle «riserve di attività», come le certificazioni di alcuni atti notarili o la vendita di medicinali da banco, così come occorrerà ripensare l´accesso alle attività professionali riservate».