Professionisti sul piede di guerra contro il governo

19/04/2007
    19 aprile 2007 – ANNO XLV N.15

      Pagina 109 – ECONOMIA/Il nostro tempo

      Professionisti sul piede di guerra contro il governo

        LAVORO «Ci escludono da tutti i tavoli di trattativa» lamenta la Confprofessioni. «Eppure, nel 2001…».

          Antonella Bersani

            Zittiti dal governo, i professionisti minacciano guerra. «Ci escludono da tutti i tavoli di consultazione» lamenta Gaetano Sella, presidente della Conf professioni, 280 mila professionisti associati. «Eppure, nel 2001 proprio il governo di centrosinistra ci riconobbe come parte sociale firmataria del contratto nazionale dei dipendenti degli studi professionali».

              Regolarmente convocati dal governo Berlusconi e snobbati invece da quello Prodi, i professionisti rivendicano i titoli che «legittimamente ci accreditano al tavolo della concertazione insieme con Confindustria, Confartigianato e Confcommercio» annunciando iniziative di mobilitazione se le lettere inviate a Romano Prodi e al ministro del Lavoro Cesare Damiano non porteranno a una convocazione entro metà aprile per discutere di impresa, competitività e innovazione.

                «Subiamo pregiudizi corporativi» aggiunge Sella.«Persino il decreto Mastella sugli ordini professionali è passato senza il contributo dei professionisti. Ma una categoria che rappresenta il 12,5 per cento del pil e occupa 1 milione e mezzo di persone non può essere tagliata fuori».