Professionisti, scommessa sulla politica

12/12/2001

Il Sole 24 ORE.com







    Gli Ordini in piazza – Oggi al teatro Brancaccio di Roma il «Professional day» promosso dal Cup e dalle Casse di previdenza

    Professionisti, scommessa sulla politica
    In un manifesto la strada per riaffermare il ruolo nell’economia – Le categorie: vogliamo contare di più
    Maria Carla De Cesari
    ROMA – Per i professionisti appuntamento questa mattina alle 10 al teatro Brancaccio di Roma. «Il Professional day sarà una grande manifestazione. Unendo le forze – annuncia Maurizio de Tilla, presidente della Cassa forense e dell’Adepp, che riunisce gli enti privati di previdenza – le professioni acquisteranno maggiore visibilità politica». Le Casse con il Cup nazionale (Comitato unitario di Ordini e Collegi) e le organizzazioni territoriali giocano la scommessa di lanciare il «manifesto delle professioni intellettuali». Il programma mira alla «tutela dei cittadini», allo «sviluppo del Paese», all’«apertura dei mercati» e al «rilancio dei lavori della conoscenza». La strada per raggiungere gli obiettivi è – secondo il «manifesto» – quella tracciata nella Costituzione, in particolare gli articoli 33, il fondamento dell’esame di abilitazione, e 117 che ha inserisce le professioni tra le materie oggetto di legislazione concorrente tra Stato e Regioni. Si tratta di una giornata di proposta e non di protesta, dicono gli organizzatori, e il clima di festa, probabilmente, stempererà anche gli eventuali punti di contrasto. La contrapposizione con le Confederazioni sindacali sul tema della rappresentanza (si veda il box) resterà sullo sfondo o verrà liquidata con la prova dei numeri. «Casse e Ordini rappresentano il 95% del mondo professionale, il resto è rappresentato dai sindacati, che hanno tutto da guadagnare dalla dimostrazione di forza che uniti riusciremo a dare», afferma de Tilla. Del resto, il filo conduttore della giornata è costituito dai princìpi costituzionali: una piattaforma su cui, almeno nelle dichiarazioni di principio, è difficile non riconoscersi. Anzi, il Professional day ha conquistato l’adesione di mondi "contigui", per cultura e ispirazione, a quello dei professionisti. Alla manifestazione parteciperà una delegazione di Federmanager, che rappresenta circa 90mila dirigenti di aziende industriali. «Comuni – rimarca il presidente di Federmanager, Edoardo Lazzati – sono i valori: la responsabilità, la libertà, la professionalità, l’etica del lavoro e il merito». Saranno presenti anche i vertici di Unicobas: il sindacato degli insegnanti da tempo chiede l’istituzione di un Ordine. Il Professional day, sulla carta, potrà essere l’occasione per superare steccati che hanno diviso i professionisti organizzati in Ordini da quelli che fanno riferimento alle associazioni non regolamentate e che chiedono una dose maggiore di liberalizzazione. Della possibilità di collaborare si fa interprete Ennio Lucarelli, presidente di Fita (la federazione del terziario avanzato aderente a Confindustria). «È di interesse generale – afferma Lucarelli – che i rappresentanti dei due sistemi si siedano intorno a un tavolo per valutare le reali esigenze del settore e le aspettative che la società e l’economia italiana nutrono nei riguardi delle professioni, protette e non». L’istituzione di un sistema duale (in cui coesistano Ordini, deputati a "vigilare" sulle attività ad alta incidenza di interesse pubblico, e le Associazioni che operano nelle dinamiche del mercato), l’esigenza di rivisitare e circoscrive le esclusive, la necessità di forme organizzative complesse, anche attraverso società di capitali, sono gli elementi che secondo Fita e Colap (che riunisce le associazioni non regolamentate) devono essere affrontati nella riforma. Il riordino – che sarà coordinato dal sottosegretario Michele Vietti – secondo le forze di maggioranza avverrà in questa legislatura e le proposte sono già state presentate. Anche se in commissione Giustizia al Senato l’inizio della discussione fissato per giovedì scorso è slittato a questa settimana per l’affollamento dell’ordine del giorno. Nino Lo Presti (responsabile libere professioni di An) spiega che i testi sono «una base di discussione e di confronto con gli Ordini, ai quali spetterà l’ultima parola prima dell’approvazione definitiva». Resta da definire il ruolo delle professioni non regolamentate.
    Mercoledí 12 Dicembre 2001
 
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