Professionisti, fondi in arrivo

25/06/2004


       
       
       
       
      ItaliaOggi Economia e Politica
      Numero 151, pag. 5 del 25/6/2004
      Autore: di Teresa Pittelli
       
      Professionisti, fondi in arrivo
       
      Lo ha annunciato il sottosegretario al welfare Brambilla al forum Adepp.
      Da settembre al via la previdenza complementare
       
      Da settembre pronti a partire i fondi pensione dei professionisti.

      La norma contenuta nella delega pensionistica che la camera dovrebbe approvare entro la fine di luglio, e che dà alle casse privatizzate la possibilità di istituire fondi di previdenza complementare di categoria, sarà immediatamente operativa non appena passerà la legge. Non sarà infatti soggetta alle stesse regole della delega, e non avrà quindi bisogno di un decreto attuativo.

      Lo ha annunciato ieri a Roma il sottosegretario al welfare, Alberto Brambilla, nel corso dell’´International welfare and economic forum’ organizzato dall’Adepp, l’Associazione delle casse professionali, guidata da Maurizio de Tilla. ´Non ci sarà bisogno di alcun decreto attuativo, anche perché le regole ci sono già’, ha chiarito Brambilla a ItaliaOggi, ´e sono quelle del decreto legislativo 124/1993 come modificato dalla legge Dini’. E in effetti, se c’è già un quadro di norme entro il quale muoversi, per il resto le casse sono già attrezzate quanto a struttura economica e organizzativa, così come sanno già di poter contare sulle categorie di riferimento come platee abbastanza consistenti di potenziali iscritti.

      Subito dopo l’estate, quindi, le casse potrebbero già attivarsi per dare il via, sia direttamente che attraverso gestori specializzati, a ´forme di previdenza complementare’.

      Unico neo, le tasse. Più che di un neo, per de Tilla, si tratta di ´una anomalia tutta italiana’. ´Noi siamo pronti a gestire la previdenza complementare di due milioni di professionisti’, ha spiegato il presidente di Adepp e Cassa forense a margine del suo intervento al Forum, ´ma se lo stato continua a tassarci come se fossimo società per azioni, se tratterà i rendimenti dei nostri fondi come capital gain finanziari, tassandoli inoltre anche al momento della rendita, allora il sistema non potrà dirsi equo ed efficiente’.

      Brambilla però ha assicurato che con l’attuazione della delega fiscale anche il problema della doppia tassazione dei professionisti dovrebbe finalmente essere eliminato. ´Da un sistema di ´ett (exemption taxation taxation) si passerà a un sistema di eet (exemption exemption taxation)’, ha spiegato Brambilla, ´nel senso che da un sistema di doppia tassazione, sui rendimenti e sulle rendite, si passerà a un sistema di esenzione in tutta la fase di accumulo, cioè contributi e rendimenti, e di tassazione della sola rendita pensionistica’.

      Il sottosegretario ha quindi ribadito che la delega pensionistica ´va approvata entro luglio’, e ha fornito alcuni dati allarmanti sulla situazione della previdenza italiana in mancanza di interventi correttivi.

      Tra gli altri ha citato per esempio il fatto che ´ci sono 22 milioni di pensionati in Italia, cioè che coloro che sono a riposo hanno superato gli attivi’, e che la copertura pensionistica assicurata in mancanza di modifiche del sistema ´coprirà 5,5 anni rispetto ai 25 di speranza di vita al momento del pensionamento’.

      Il tema delle disfunzioni della previdenza pubblica, e del sistema pubblico di welfare in generale nei paesi europei si è intrecciato, negli interventi al forum, con quello del ruolo e delle regole dei fondi pensione privati, che alcuni tra gli economisti mondiali intervenuti (erano presenti Michael Spendolini, Frank Cespedes, Dennis Snower, Edward De Bono, Allen Sinai, Jeremy Rifkin e i due premi nobel per l’economia, Myron Scholes e Michael Spence), e lo stesso de Tilla, considerano efficienti solo se liberi dal controllo dello stato e dall’imposizione fiscale. Apprezzato da de Tilla, in particolare, Dennis Snower, secondo il quale l’equità sociale non deve passare necessariamente per il mantenimento di sistemi sanitari o pensionistici pubblici. ´Quando qualche cosa nella previdenza funziona, la politica, invece di agevolare, finisce per minacciarla’, è il pensiero che de Tilla ha sottolineato di avere in comune con Snower. In disaccordo, invece, chi ritiene che comunque il ´cuscinetto’ offerto dallo stato in caso di fallimenti o squilibri di questi enti privati meriti di essere sostenuto con un contributo fiscale. (riproduzione riservata)