Professionisti: Dlgs La Loggia, ultima tappa

02/12/2005
    venerdì 2 dicembre 2005

    Pagina 48 - Professionisti

      Oggi in Cdm il decreto legislativo di ricognizione dei principi fondamentali

        Dlgs La Loggia, ultima tappa

        Confini precisi fra stato e regioni sulle professioni

          di Ignazio Marino

            Confini più precisi fra stato e regioni in materia di professioni. Soprattutto per ciò che concerne le associazioni di professionisti non regolamentati, alle quali a livello territoriale si potrà riconoscere solo la personalità giuridica. Arriva oggi in consiglio dei ministri il decreto legislativo di ricognizione dei principi fondamentali in materia di professioni, ai sensi della legge 5 giugno 2003, n. 131, meglio conosciuto come ´dlgs La Loggia’ dal ministro degli affari regionali che se n’è occupato. Il provvedimento approda a palazzo Chigi dopo un lungo iter legislativo che ha dovuto fare i conti con una bocciatura parziale da parte della Corte costituzionale e con le critiche espresse dall’Antitrust, da associazioni di professionisti come il Colap, dai governatori regionali e dalla Conferenza stato-regioni. Il decreto, oggi, si presenta rivisitato ma non sconvolto, però. L’eliminazione delle parti toccate dalla Consulta, i pareri espressi dalle commissioni parlamentari nonché le indicazioni dettate dalla Conferenza non hanno, infatti, modificato il senso di un provvedimento che mette dei paletti precisi in tema di competenza legislativa concorrente fra stato e regioni a seguito della modifica dell’articolo 117 del Titolo V della Costituzione nel 2001. Quest’ultima riforma, infatti, ha portato la Corte costituzionale (sentenze n. 353/2003, n. 355 e 405 del 2005) a pronunciarsi più volte sulle leggi regionali in materia di professioni. Nella nuova versione del decreto, dunque, il principio della ´riserva legislativa statale per l’individuazione delle professioni’ esce più rafforzato anche grazie alle citate pronunce. Accanto ad un drafting formale, sono due le modifiche più importanti al testo.

            Entrambe nell’art. 2. La prima è una norma di salvaguardia e riguarda il comma 3, nel quale si dice che ´l’esercizio dell’attività professionale in forma di lavoro dipendente si svolge secondo specifiche disposizioni normative che assicurino l’autonomia del professionista’. Con la seconda modifica, invece, si inserisce una precisazione al comma 4 in quanto non si parla più genericamente di ´riconoscimento’ ma di ´conseguimento della personalità giuridica’ per le associazioni rappresentative di professionisti che non esercitano attività regolamentate.

            Il restyling, richiesto dalla conferenza stato-regioni, eviterà così confusione quando si parla di riconoscimento territoriale delle nuove professioni. Cioè si distinguerà meglio il ruolo di ordini e associazioni, nel senso che saranno le associazioni (i contenitori) ad essere riconosciute e non le competenze professionali (i contenuti), di esclusiva competenza dello stato. Il dlgs La Loggia estende così anche alla materia delle professioni il dpr 616/77, che permetteva già alle regioni di riconoscere per esempio le associazioni sportive. Per il resto l’articolato è praticamente identico a quello che il consiglio dei ministri aveva approvato il 24 giugno 2005. Non è stata tenuta in considerazione, infine, l’osservazione dell’Antitrust che criticava ´lo stravolgimento del significato del principio di tutela della concorrenza’, dato che non vi è stata una revisione in questo senso.

              Così come non è stata accolta la richiesta da parte dei governatori di riscrivere ex novo il provvedimento per attribuire alle regioni un ruolo più incisivo come previsto del nuovo art. 117 della Costituzione.