Professioni, via al tavolo tecnico

26/09/2002


            26 settembre 2002




            NORME E TRIBUTI


            Professioni, via al tavolo tecnico

            Il sottosegretario Vietti invita le categorie a incontrarsi per elaborare un progetto per la legge di riordino

            Mariolina Sesto


            (NOSTRO SERVIZIO)
            ROMA – Un tavolo tecnico che, sulla base del progetto di riforma presentato dal Cup (Comitato unitario delle professioni), avvii l’elaborazione di una legge quadro di riordino delle professioni. A rilanciare l’iniziativa è stato, ieri, il sottosegretario alla Giustizia Michele Vietti che, nel corso del dibattito organizzato dal Cnel su "La riforma delle libere professioni", ha fissato anche una data e un luogo di incontro con i rappresentanti degli ordini e delle associazioni: il 15 ottobre al ministero della Giustizia. Due sono stati i fronti di discussione: da un lato la riforma delle attività professionali già regolamentate e dall’altro il riconoscimento delle associazioni che rappresentano le nuove professioni non ancora riconosciute. «Forse siamo nel tratto conclusivo del percorso che porterà al riconoscimento normativo delle nuove professioni», ha detto il presidente del Cnel Pietro Larizza, che ha anche offerto la disponibilità del Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro a fare da punto di riferimento per le istanze di tutti i soggetti coinvolti. «Non escludiamo – ha annunciato Larizza – l’eventualità di renderci operativi, formulando noi stessi una proposta di legge». Ma c’è di più, il Cnel si candida anche come ente certificatore per il riconoscimento giuridico delle associazioni, secondo i criteri che verranno fissati dalla legge tanto attesa. Intanto ieri il dibattito ha ospitato la rabbia delle associazioni non riconosciute, riunite nel Coordinamento delle libere associazioni professionali (Colap). È stato il presidente Giuseppe Lupoi a esprimere l’insofferenza dei circa 3 milioni di nuovi professionisti non "riconosciuti": «È passato un anno e mezzo di legislatura – ha detto Lupoi – senza che nessun passo avanti sia stato fatto. La commissione Giustizia della Camera, presso la quale si sta discutendo un disegno di legge in materia, ha tenuto una sola audizione. Troppo poco. Noi insistiamo: se per fare una riforma organica delle professioni serve molto tempo, istituiamo almeno un dipartimento presso la presidenza del Consiglio che censisca e riconosca le associazioni. I nostri iscritti non sono più disposti ad aspettare». Il Cup, l’organismo che rappresenta gli Ordini, con il nuovo presidente Raffaele Sirica ha teso la mano alle associazioni: «L’irrompere di nuove professioni – ha precisato Sirica – è un bene prezioso per il Paese. Noi per primi vediamo con soddisfazione l’affermarsi di associazioni con un ruolo più forte». A riprova dell’atteggiamento collaborativo e non competitivo degli Ordini, Serica ha proposto un forum dei Cup territoriali, da tenere a Roma, per cercare una soluzione unitaria in vista della riforma. Aperture sono arrivate anche dal fronte parlamentare. «Siamo favorevoli – ha detto Pierluigi Mantini della Margherita – al riconoscimento delle associazioni. E ricordo che alla Camera esiste già un testo unificato che prevede la costituzione di un dipartimento presso la presidenza del Consiglio con competenza sulle associazioni che potranno rilasciare agli iscritti attestati di competenza». Antonino Lo Presti (di An) rivendica la necessità di affrontare la discussione in Parlamento: «Mi sembra il luogo più opportuno per confrontarci, fermo restando il potere del Governo di intervenire. Anzi ben venga l’iniziativa del sottosegretario Vietti di istituire un tavolo tecnico di confronto».