“Professioni” Una partita a scacchi per cambiare le regole

23/09/2005
    Lunedì 19 settembre 2005

      Situazione
      di Franco Tettamanti

        Una partita a scacchi per cambiare le regole

          A muovere sulla scacchiera della riforma degli ordini e delle professioni sono stati da ultimi gli ingegneri che durante il loro congresso hanno sollecitato il governo a portare finalmente a termine la riforma delle professioni prima della fine della legislatura. Hanno chiesto, gli ingegneri, un testo unico che possa disciplinare sia gli ordini sia le professioni che ancora non sono regolamentate o, almeno, un intervento per rinnovare l’attuale sistema degli ordini.

          Nello stesso tempo prosegue il lavoro del tavolo tecnico, istituito dal sottosegretario al ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (Miur), Maria Grazia Siliquini, che nel giro di una ventina di giorni dovrebbe presentare un testo condiviso sulla riforma dell’accesso agli ordini professionali, che ancora è regolato da un decreto ministeriale del 1957 che disciplina gli esami di Stato e il tirocinio e, come si legge nell’intervista a Giuseppe Lupoi, presidente del Colap, alla porta della riforma bussano anche centinaia di libere associazioni professionali che, in sostanza, accusano gli ordini attuali di fare muro solo per paura della concorrenza che si annuncia motivata e agguerrita. Come dire, e come più e più volte è stato ribadito, che la riforma, una riforma a misura d’Europa, sarà difficilmente rinviabile nel tempo.

          Accesso alle professioni, servizi, formazione universitaria, riconoscimento di nuove e importanti professionalità: è fuor di dubbio che l’obiettivo comune dovrebbe essere quello di favorire il mercato sviluppando al tempo stesso l’occupazione e la concorrenza, con un occhio di riguardo ai consumatori alle prese con onorari e tariffe.

          I pezzi, quelli nobili e quelli più facili da sacrificare, sono sulla scacchiera. Forse l’importante è muovere.