Professioni: sulla riforma torna in campo Vietti

09/09/2004


            giovedì 9 settembre 2004

            sezione: NORME E TRIBUTI – pag: 25
            PROFESSIONI
            Sulla riforma torna in campo Vietti
            Sarà affidato al sottosegretario il compito di condurre in porto il riordino

            M.C.D.

            ROMA • Toccherà al sottosegretario della Giustizia, Michele Vietti, dipanare la matassa della riforma delle professioni e del diritto fallimentare. L’investitura arriva dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, che dovrebbe formalizzarla nei prossimi giorni. È stato il vice presidente della Camera, Alfredo Biondi (Fi) ad anticipare l’orientamento del premier per le due riforme che dovranno essere condotte in porto in tempi brevi. Biondi — che è intervenuto alla Festa nazionale della Margherita, in corso a Polignano a Mare (Bari) — ha sottolineato come sia tempo di agire per approvare una riforma, quella delle professioni, a garanzia dei cittadini. «La questione è politica — ha detto Biondi — e non partitica». In questo modo, il vice presidente della Camera ha raccolto la disponibilità al confronto da parte della Margherita, ribadita dal responsabile libere professioni, Pierluigi Mantini. L’obiettivo di Mantini (sul Sole-24 Ore di ieri, per un errore tipografico di cui ci scusiamo con l’interessato e con i lettori, il cognome è diventato Mancini) è costruire una soluzione equilibrata e non corporativa. La designazione di Vietti da parte del premier a condurre il gioco della riforma delle professioni dovrebbe superare il semaforo rosso imposto al sottosegretario dal ministro della Giustizia, Roberto Castelli, in attesa — ufficialmente — di comporre le differenze tra il testo del Senato e quello della commissione ministeriale. Lo stesso Biondi non ha nascosto la necessità di superare, arbitro Berlusconi, l’impasse tra il sottosegretario e il Guardasigilli. D’altro canto, l’intervento del presidente del Consiglio dovrebbe anche dare a Vietti un lasciapassare rispetto alla diffidenza manifestata da Alleanza nazionale. A questo punto, dovrebbero esserci le condizioni politiche per tentare di percorrere la strada della riforma.
            Il presidente del Cup (il Comitato che rappresenta gli Ordini), Raffaele Sirica, alla festa della Margherita, ha ribadito che il «testo Vietti è la nostra stella polare». Uno schieramento di campo che "peserà" nel momento in cui si tratterà per trovare una sintesi tra il testo Vietti e quello unificato della commissione Giustizia del Senato.
            Nel frattempo, alcune associazioni non riconosciute — riunite in Assoprofessioni — si sono pronunciate a favore del dialogo con i vertici degli Albi. E gli emissari delle due parti sono al lavoro per un compromesso, che superi i rigori del principio delle attività qualificanti esercitate dagli iscritti agli Ordini, che precludono — nella proposta Vietti — il riconoscimento delle associazioni.
            L’alleanza, o almeno il dialogo tra Cup e Assoprofessioni, costringerà le Associazioni non riconosciute, riunite nel Colap, a riannodare il confronto con Vietti: infatti, non avrebbe senso rinunciare, fin dall’inizio, a ottenere qualche risultato.
            Intanto, il Cup (Comitato unitario delle professioni) ha patrocinato l’istituzione di un osservatorio sulla riforma con le professioni regolamentate del settore sanitario. Si tratta — spiega un comunicato del Cup — di 19 associazioni che hanno «i requisiti per entrare nel sistema ordinistico». Al via libera per la costituzione degli Albi, da raggrupparsi in alcuni Ordini per area, stanno lavorando sia il Governo che il Parlamento.