Professioni: sul percorso comune quasi tutti d’accordo

14/01/2003

ItaliaOggi (Professioni)
Numero
011, pag. 69 del 14/1/2003

Sul percorso comune quasi tutti d’accordo

È stato un dibattito acceso quello che ha interessato la presentazione del progetto ´Professional development & Forum’ e che ha visto un confronto, fra i rappresentanti del mondo ordinistico e non, arroccato fra posizioni rigide.

A salutare con favore il progetto è stata Maria Grazia Siliquini che ha avuto parole di elogio per l’idea del Censis. ´Trovo la proposta di uno spazio fieristico per le professioni intellettuali’, ha commentato il sottosegretario al ministero dell’istruzione, ´estremamente positiva. Questo dimostra che possiamo lavorare tutti insieme nell’interesse del cittadino’. Su posizioni diverse Maurizio de Tilla, presidente dell’Adepp, che da una parte ha espresso il suo favore nei confronti di idee alternative a quelle istituzionali ma che ha precisato ´va bene l’interesse a riconoscere il lavoro dei professionisti non inquadrati in un ordine ma permangono delle differenze enormi’. ´Le professioni non regolamentate’, ha sottolineato, infatti, De Tilla ´non hanno ancora una struttura reticolare e un organizzazione propria. Per un cammino comune occorre un rinnovamento in primis all’interno della loro categoria. In qualità di Cassa di previdenza abbiamo creato delle società di servizi, una compagnia di assicurazione e ci avviamo a pubblicare uno o più quotidiani della nostra professione. Con queste differenze’, ha concluso De Tilla,´mi chiedo se davvero si può stare tutti insieme’.

Alle posizioni del rappresentante dell’Adepp è arrivata la critica dura di Giuseppe Lupoi, presidente del Colap, che tornando sulla necessità di una riforma, ha precisato la volontà di avere una legge di riferimento.

´L’assenza di una previsione normativa’, ha chiarito Lupoi, ´non ci permette di vedere riconosciuto il nostro lavoro in Europa. Noi abbiamo bisogno’, ha chiesto, poi, il presidente del Colap, ´di una legge che ancora non c’è. Sono semmai gli ordini che hanno bisogno di una riforma. Il tavolo Vietti non ha l’unica finalità giusta e cioè la tutela del cittadino che va ad acquistare un servizio’.

Sulla stessa linea intransigente anche Claudio Antonelli, presidente Apco, che ha detto a chiare lettere ´noi non ci aspettiamo niente perché già lavoriamo. La riforma è un problema che riguarda i politici. Spetta a loro dare delle risposte alle esigenze sociali’. Su posizioni meno dure si attesta il vice-presidente del Cup, Armando Zingales, ´il sistema ordinistico esisteva prima della costituzione. Noi rivendichiamo il diritto di difendere l’ordine che rispetta le aspettative dei cittadini. Bisogna, però, modernizzare il sistema e fare in modo di avere la tracciabilità della professionalità, perché il professionista che vuole fare il suo lavoro non deve aver paura della concorrenza leale’. Pareri positivi al percorso comune, infine, sono arrivati da molte associazioni presenti all’assise milanese come Ancot e Int e dalla Lapet che per voce del presidente nazionale Giovanna Restucci ha concluso ´camminare insieme può essere un valido sistema. Ma di certo questa coesione non può rappresentare un gesto sostitutivo alla riforma delle professioni’.