Professioni, stop all’Europa

02/10/2002

ItaliaOggi (Professioni)
Numero
233, pag. 47 del 2/10/2002
di Ginevra Sotirovic


A Bruxelles il presidente Adepp interviene sulla bozza di direttiva comunitaria.

Professioni, stop all’Europa

De Tilla: riconoscimento dei titoli nella Carta Ue

La direttiva Ue sul reciproco riconoscimento dei titoli professionali deve essere sospesa. Prima, infatti, è necessario inserire nella Carta costituzionale europea una norma ad hoc che riconosca il ruolo e la funzione svolta dalle diverse categorie professionali e poi mettere a punto uno statuto delle professioni formato Ue.

Un intervento duro quello che ieri ha tenuto a Bruxelles, il presidente dell’Associazione che riunisce gli enti di previdenza privatizzati (Adepp), Maurizio de Tilla, in occasione di una grande audizione che per tutta la giornata ha visto protagonisti i professionisti europei ospiti della sala dell’emiciclo del parlamento Ue. De Tilla ha espresso le numerose perplessità dei professionisti italiani nei confronti della bozza di direttiva europea sul reciproco riconoscimento dei titoli professionali e ha poi chiarito quali dovranno essere i prossimi passi per il bene delle professioni di tutta Europa. Innanzitutto, per de Tilla è necessario che la Costituzione Ue definisca le funzione e il ruolo delle professioni Ue, così come fa la costituzione italiana. Inoltre, è necessaria l’elaborazione di uno statuto comune a tutti i paesi membri così da stabilire regole e principi unitari e applicabili a tutto il mondo professionale. Solo dopo aver adempiuto a questi obblighi, sarà possibile, secondo de Tilla, dare vita a una Direttiva efficace e risolutiva, altrimenti ´si rischia di peggiorare le cose’. Per questa ragione il presidente dell’Adepp ha formalmente chiesto al parlamento di ´prendere in seria considerazione la possibilità di sospendere la Direttiva in attesa delle auspicate modifiche normative’. Un’ipotesi che non è stata commentata dal relatore alla direttiva, Stefano Zappalà, che sta lavorando al difficile obiettivo di modificare il testo in modo da far coincidere le esigenze del libero mercato con un sistema di tutela e garanzia del professionista e dell’utente. Ma, in linea con de Tilla, Zappalà ha fatto sapere che ´se non si farà una direttiva leggera con l’indicazione solo dei principi chiari e comuni a tutti, allora è meglio non fare niente’.

Perplessità sono state espresse anche dai sindacati aderenti alla Consilp. Il presidente di Ala-Architetti, Bruno Gabbiani, in rappresentanza della Consilp, a questo proposito, ha posto alla commissione giuridica di Bruxelles che sta esaminando la normativa una domanda ben precisa: ´In che modo la Commissione e il Parlamento europeo ritengono di proteggere il cittadino-consumatore, dai potenziali influssi negativi sulla qualità delle prestazioni professionali intellettuali, che potrà essere indotta da una competizione senza regole?’.

Del tutto diversa la posizione delle associazioni non regolamentate, che anche in sede europea non hanno mancato di sottolineare, ´l’assoluto disinteresse dell’Italia nei confronti delle nuove professioni’, come ha detto il presidente della Lapet, Roberto Falcone.

A difendere il modello associativo inglese e a invocare un riconoscimento giuridico ci ha poi pensato il coordinatore del Colap, Giuseppe Lupoi, tra i professionisti italiani iscritti a parlare.