“Professioni” Si potrà «esercitare» in tutta Europa

26/03/2004




venerdì 26 marzo 2004



LA DIRETTIVA UE

Si potrà «esercitare» in tutta Europa

      DAL NOSTRO CORRISPONDENTE

      BRUXELLES – Liberalizzazione, facilità di accesso, libertà di spostamento. Da anni l’Europa preme sul mondo delle professioni, con studi e «raccomandazioni». Nel gennaio scorso il commissario alla Concorrenza, Mario Monti, ha diffuso un rapporto con una serie di sollecitazioni ai governi e alle Autorità antitrust nazionali. Il principio cardine richiamato da Monti è molto semplice: le libere professioni devono essere equiparabili alle attività di impresa. In altri termini il singolo avvocato, piuttosto che lo studio di consulenti, di architetti o di ingegneri dovrebbero avere lo stesso «status» legale di una ditta individuale, piuttosto che di una società di persone (o in alcuni casi anche di capitali). Conseguenze? La più importante riguarda il diritto comunitario della concorrenza. Se le libere professioni sono assimilabili ad attività di impresa, ciò significa che gli onorari vanno considerati alla stessa stregua dei prezzi fissati dalle aziende. E allora le tabelle e gli accordi sulle parcelle, per esempio, potrebbero essere impugnati davanti al Tribunale del Lussemburgo, esattamente come se fossero delle «intese di cartello» stipulate dalle aziende per tenere alti i prezzi ai danni dei consumatori. Insomma, pratiche contrarie alla concorrenza (articolo 81 del Trattato). Conclusioni, per altro, implicite anche in alcune sentenze emesse dalla Corte di giustizia del Lussemburgo («il caso Arduino», il pronunciamento sul «Consorzio italiano dei fiammiferi»). Ma la macchina della Ue è da tempo al lavoro anche su un altro versante. Lo scorso metà febbraio il Parlamento Ue ha approvato la direttiva che prevede, tra l’altro, la «libertà di stabilimento» dei professionisti nei 25 Paesi dell’Unione. Il provvedimento deve completare il percorso legislativo, con un ulteriore passaggio al Consiglio dei ministri. Se tutto andrà liscio, nei prossimi mesi, verrà esteso anche al settore delle professioni il principio della «libertà di circolazione»: sarà possibile aprire uno studio o avviare un’attività anche in uno Stato diverso da quello di origine. Le norme mantengono, comunque, la centralità degli Ordini (laddove esistono, come in Italia), cui viene affidata l’applicazione pratica della direttiva.
G.Sar.


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