Professioni, riforma senza avvenire

04/07/2003

1- Professioni, riforma senza avvenire
2- Anche il Cup si appella all’esecutivo

ItaliaOggi (Professioni)
Numero
157, pag. 33 del 4/7/2003
Pagina a cura di Teresa Pittelli e Ginevra Sotirovic


L’allarme lanciato ieri in un convegno della Margherita. Il Colap preme per il riconoscimento.

Professioni, riforma senza avvenire

Tutto fermo al senato mentre il governo blocca il testo Vietti

Il governo non crede più nella riforma delle professioni. Il lavoro della commissione Vietti sarebbe dovuto approdare un mese fa in parlamento, ma per il momento tutto è bloccato. E ancora oggi nonostante le pressioni del Cup e delle casse e la richiesta delle forze dell’opposizione, in particolare della Margherita, il governo non ha ancora sciolto la riserva sul testo Vietti. ´Il mio lavoro si è concluso da tempo’, risponde il sottosegretario alla giustizia, ´ora tocca al ministro stabilire la strategia parlamentare da adottare’.

In attesa di scoprire i motivi del ritardo, a farne ancora una volta le spese sono i professionisti che attendono da tempo, anche se con esiti diversi, la riforma.È questa l’analisi che è stata condotta ieri in occasione del seminario organizzato dalla Margherita sul futuro della riforma delle professioni, al quale ha partecipato una folta delegazione del Colap, il vicepresidente del Cup, Roberto Orlandi, e alcuni parlamentari impegnati nel ruolo di relatori in parlamento sui ddl che riguardano da vicino le professioni. Il primo a parlare è stato Gianni Vernetti, relatore, in commissione attività produttive della camera, di un ddl sul riconoscimento delle associazioni non regolamentate, che finora ha incontrato numerosi ostacoli ed è stato più volte bloccato per dare priorità al progetto organico di riforma sul quale stava lavorando Vietti. ´Abbiamo atteso a lungo il progetto Vietti, ma visto che finora nulla si è mosso abbiamo deciso che faremo pressioni in commissione perché il testo di riconoscimento delle nuove professioni sia calendarizzato al più presto e messo ai voti’, ha spiegato il deputato della Margherita, ottenendo il plauso del coordinatore del Colap, Giuseppe Lupoi. Quest’ultimo ha peraltro sottolineato che ´il testo Vernetti, così come quello Cnel che non si discosta molto da questa impostazione, non toglie nulla agli ordini, quindi non si capisce perché non debba essere approvato subito’. Diverso il parere di Orlandi. ´Continuiamo a pensare che la riforma delle professioni debba essere organica e complessiva’, ha detto. Margini di modifiche, d’altronde, ha specificato il vicepresidente Cup, ce ne sono ancora anche in sede parlamentare. ´Possiamo discutere su quel concetto di ”qualificante” che per voi rappresenta un problema’. Secca la risposta del presidente della Lapet, Roberto Falcone. ´Apprendiamo solo ora della disponibilità del Cup a trattare su un punto che in commissione Vietti è stato terreno di scontro’. A cercare di placare gli animi ci ha pensato il responsabile professioni, Pierluigi Mantini, per il quale ´i due mondi devono comunque andare insieme altrimenti sarà un danno per tutti’. Intanto, comunque, bisognerà aspettare settembre. ´Abbiamo atteso invano gli emendamenti del governo, a questo punto dopo l’estate chiederemo che il testo, limato e approfondito negli ultimi mesi, sia messo ai voti’, ha annunciato Mario Cavallaro, relatore in commissione giustizia del senato del testo unificato di legge quadro.

ItaliaOggi (Professioni)
Numero
157, pag. 33 del 4/7/2003

Anche il Cup si appella all’esecutivo

Appello unitario dei professionisti al governo per far ripartire la riforma Vietti sul riordino delle professioni. ´Vogliamo capire perché il ddl Vietti si è arenato, dal momento che gli ordini, le casse di previdenza e i sindacati si trovano perfettamente d’accordo nel sostegno alla riforma’, ha detto ieri Raffaele Sirica, presidente del Cup, il comitato unitario delle professioni, nel corso del suo intervento al Lingotto per il convegno dell’Inarcassa.

E sulla stessa linea si sono schierati tutti i rappresentanti dei professionisti, da Sergio Polese, presidente dell’ordine nazionale degli ingegneri, a Maurizio de Tilla, numero uno dell’Adepp, l’associazione delle Casse di previdenza professionali, che hanno chiesto di accelerare la riforma. ´I professionisti non sono una riserva di caccia’, ha detto de Tilla, ´il governo e il premier in prima persona devono rispettare gli impegni e presentarci un disegno di legge credibile, senza nascondersi dietro gli impegni europei’. La palla passa quindi al governo. Anche se i professionisti sono consapevoli degli ostacoli che arrivano dall’interno del mondo professionale. Il tavolo del confronto però deve rimettersi in moto. Così la pensano anche i sindacati di ingegneri e architetti. Carlo Daniele, presidente di Federarchitetti, ha sottolineato l’importanza delle tutele della categoria, della previdenza e del lavoro dei professionisti, rispettivamente garantite dagli ordini, dalle casse e dai sindacati, che insieme devono trovare l’intesa sul riassetto della professione. Intesa che includa anche i problemi legati al cambiamento del mercato del lavoro, che incidono su tutti e tre gli aspetti, come l’esercizio del lavoro non regolamentato. Massima disponibilità a collaborare unitariamente per dare risposte concrete alla categoria anche da parte di Bruno Gabbiani, presidente di Ala assoarchitetti, e Mario Cassano, vicepresidente dello Snilpi.