Professioni: Riforma, il governo chiude i lavori

21/05/2003

ItaliaOggi (Professioni)
Numero
119, pag. 39 del 21/5/2003
di Ginevra Sotirovic


L’annuncio del sottosegretario Vietti al convegno del Cnel. Sì del Cup, critiche le associazioni.

Riforma, il governo chiude i lavori

Venerdì il maxi-emendamento. Poi toccherà al parlamento

Sulla riforma delle professioni il governo non ha più dubbi. Nonostante la resistenza delle associazioni non regolamentate, il testo di legge quadro Vietti sarà portato sotto forma di maxi-emendamento venerdì prossimo al consiglio dei ministri e subito dopo consegnato alla commissione giustizia del senato dove si sta esaminando il testo unificato Cavallaro-Federici.

Ha sciolto ogni incognita sul destino della riforma delle professioni il sottosegretario alla giustizia, Michele Vietti, intervenendo ieri al Forum organizzato dal Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro sulle prospettive di regolamentazione delle professioni emergenti. L’iniziativa è arrivata al termine di un ciclo di incontri che si sono svolti a Firenze, Napoli e Milano nei quali il Cnel ha presentato il proprio testo di legge approvato a gennaio sul riconoscimento delle associazioni non regolamentate. Vietti ha spiegato che ´gran parte della proposta Cnel è stata recepita nel nostro testo’, anche se il governo intende seguire fino in fondo la strada della legge unitaria che riconosce le associazioni, ma nello stesso tempo riforma gli ordini.

Una legge che però, secondo Antonio Martone, consigliere del Cnel ´avrebbe dovuto essere più snella e leggera’, cercando di vincere ´le resistenze degli ordini che hanno paura della concorrenza e quindi hanno assunto un atteggiamento di difesa’. Critiche che sono suonate come musica per le orecchie dei numerosi rappresentanti del mondo associativo presenti ieri al parlamentino del Cnel, che hanno ribadito con forza le ragioni che hanno indotto il Colap e la Fita a ´non accogliere integralmente il testo Vietti’, ha detto il coordinatore nazionale del Comitato delle libere associazioni, Ennio Lupoi.

´Ci vuole realismo’, ha esortato Vietti, spiegando le ragioni di alcune scelte adottate nel testo del governo, ´e bisogna ricordare che gli ordini per oltre un secolo hanno avuto l’esclusiva del mondo professionale’. Motivo che certo ha reso più difficile trovare un’intesa perfetta, ´ma che comunque rappresenta il punto migliore di equilibrio tra le due realtà’.

E dello stesso parere è il Comitato unitario delle professioni che venerdì scorso a Vicenza ha sciolto ogni ultima riserva sul testo Vietti e che per voce del vicepresidente, Roberto Orlandi, ha ribadito le ragioni per le quali appare impossibile trovare un nuovo accordo sul testo di riforma. ´In fase emendativa il governo ha raccolto molte delle indicazioni che erano state fornite dal Colap’, ha spiegato Orlandi, che ha ricordato i passi in avanti fatti da Vietti sulle società professionali (salvaguardando le leggi speciali in materia) e sulle associazioni ordinistiche (che erano assenti nella prima formulazione del testo).

Elementi che, però, secondo Lupoi ed Ennio Lucarelli, presidente Fita, non sono sufficienti per condividere il testo. Per le associazioni, infatti, il testo non ammoderna il sistema ordinistico che senza paletti normativi potrà riservarsi nuove attività a proprio piacimento. ´Il testo parla di attività qualificanti degli ordini, ma con questo termine ogni ordine potrà decidere di riservarsi nuove competenze esclusive’, dice il presidente dell’Istituto nazionale dei tributaristi, Roberto Alemanno.

D’altronde, secondo Carla Guidi, assessore alla Toscana e delegato della Conferenza delle regioni in materia di professioni, ´il sistema ordinistico è ormai troppo vecchio e va rimodernato con coraggio’. ´Basti pensare’, dice la Guidi, ´che gli ordini senza nessuna attenzione per il mondo esterno regolano l’accesso, hanno la tenuta dell’albo, gestiscono i procedimenti disciplinari’. La riforma, inoltre, dovrebbe tenere maggiormente in conto il ruolo delle regioni. ´Il potere concorrente delle regioni è anche un modo per tenere vivo il confronto con lo stato’, sottolinea la Guidi.

A favore del progetto governativo si schierano, invece, senza dubbi l’Unionquadri e Stefano Zappalà, relatore in parlamento sullo schema di Direttiva in materia di riconoscimento dei titoli professionali. Zappalà promuove a pieni voti il sistema duale di Vietti e si appresta a esaminare domani in commissione giuridica gli emendamenti alla bozza di direttiva rivista e corretta dal parlamento dopo il primo testo della commissione esecutiva, fortemente liberista. ´Dopo un primo sguardo mi sembra che gli emendamenti presentati non si discostino molto dalla mia proposta di riforma’, spiega Zappalà che spera di arrivare al voto in commissione il 17 giugno e di andare in aula il 2 luglio insieme alle due direttive appalti.

Incassati diversi consensi e alcuni dissensi, Vietti, comunque ha spiegato al Cnel che ritiene il ruolo del governo concluso, almeno in questa prima fase preparlamentare. ´La strada dell’emendamento è stata scelta, al posto di quella di un ddl autonomo’, ha spiegato il sottosegretario, ´proprio perché il testo non è unanimente condiviso’ e dunque sono possibili, in sede parlamentare, ulteriori ritocchi. Ma senza stravolgimenti.