Professioni: Riforma al requiem

03/05/2005
    martedì 3 maggio 2005

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      Pagina a cura di Ginevra Sotirovic

        I tempi stretti riducono al minimo le chance di approvazione
        Riforma al requiem
        Niente riordino entro la legislatura

          Poche chance per la riforma delle professioni di venire alla luce in questa legislatura. Nonostante gli impegni presi in questo senso da numerosi esponenti del centro-destra, primo fra tutti il presidente del consiglio Silvio Berlusconi che a settembre dello scorso anno aveva annunciato di voler varare la riforma entro un mese, per il progetto di revisione del sistema ordinistico e di riconoscimento delle associazioni non regolamentate le possibilità di essere approvato in questo ultimo scorcio di legislatura sono davvero esigue. Lo sanno bene le associazioni che, dopo la decisione di venerdì del consiglio dei ministri di eliminare dal decreto sulla competitività ogni norma sulle professioni, danno ormai per spacciata ogni opportunità di riconoscimento. E lo sa bene anche il Comitato unitario delle libere professioni che in attesa di riscontri preferisce ancora non commentare questo finale non proprio felice del lungo percorso della riforma delle professione. Ma il Cup non dispera ancora di poter trovare un’intesa con l’esecutivo per riuscire a far viaggiare la riforma su una corsia veloce. Per questo i vertici attendono dal ministro della giustizia, Roberto Castelli, qualche indicazione su come intende procedere per non disperdere tutto il lavoro fatto finora. Una proposta percorribile per salvare la riforma potrebbe essere quella avanzata da Nino Lo Presti, responsabile professioni di An, per il quale sarebbe opportuno inserire il maxi-emendamento Castelli come norma all’interno dei collegati alla legge finanziaria. Sarà infatti quello uno dei pochi provvedimenti che il governo riuscirà, anzi dovrà chiudere, prima delle elezioni e che molti, tra l’altro, chiedono di anticipare di almeno di due mesi. Ma per farlo l’esecutivo dovrà contare su una maggioranza ampia e su idee chiare: cose che entrambe sembrano essere mancate in queste ultime settimane.

          Per il momento, comunque, nonostante tutto il clamore che ha accompagnato la vicenda, compresa la severa censura dell’Antitrust (si veda ItaliaOggi di giovedì 28 aprile), nessuno ha alzato la voce. Gli ordini perché attendono di conoscere le mosse di Castelli, le associazioni perché vedono comunque dissolversi il rischio maxiemendamento e confidano nell’Europa come molla propulsiva per il proprio riconoscimento, il governo perché ha tutto da perderci e il parlamento perché, tutto sommato, il maxiemendamento che oggi sarà presentato in aula al senato, fatta eccezione proprio per le professioni, conferma in pieno il testo della commissione bilancio presieduta da Antonio Azzolini che infatti si dice estremamente soddisfatto della ´piena intesa con l’esecutivo’. (riproduzione riservata)