Professioni, passa la mini riforma

14/03/2005
    sabato 12 marzo 2005

    sezione: IN PRIMO PIANO – pagina 3

    Ridimensionato il ruolo di Sviluppo Italia Il silenzio assenso finisce nel disegno di legge
    Professioni, passa la mini riforma

      MARIA CARLA DE CESARI
      MARCO ROGARI

        ROMA • Due distinti provvedimenti legislativi fatti su misura per diventare un corpo unico azionando la leva parlamentare.
        Mantiene questa fisionomia il piano per la competitività anche dopo le numerose modifiche apportate dal Consiglio dei ministri nel varate il decreto legge e il disegno di legge. Prime fra tutte quelle riguardanti il capitolo degli incentivi e delle risorse per lo sviluppo e quello della riforma delle libere professioni. Nel primo caso è stato ridimensionato, rispetto alle bozze dei giorni scorsi, il ruolo di Sviluppo Italia mentre è stato confermato il premio di concentrazione per le piccole e medie imprese sotto forma di credito d’imposta del 30 per cento. Per le professioni il pacchetto inserito nel Dl si è leggermente arricchito. Esempi emeblematici dell’operazione in due fasi sono la riforma del diritto fallimentare, rimasta immutata rispetto alla bozza d’ingresso ( si veda Il Sole 24 Ore di ieri), e il piano di semplificazioni. Che riserva però una sorpresa: il silenzio assenso viene dirottato dal Dl al disegno di legge. Le misure sulla Denuncia di inizio attività ( termine di riferimento 30 giorni), restano nel decreto ma no si applicheranno ai Beni culturali e paesaggistici ( soddisfatto il ministro Giuliano Urbani, anche il ministro Mario Baccini parla di « svolta epocale » ) . Il collegamento tra decreto e Ddl è più sfumato nel caso della gestione delle risorse per lo sviluppo (Sud compreso). Confermata la riforma degli incentivi. Oltre al premio di concentrazione per le Pmi, il Dl sancisce poi l’abolizione dell’Ici sui capannoni industriali ( abrograzione della norma della Finanziaria 2005 che stabiliva il valore catastale anche dei « fabbricati mobili » , come turbine elettriche e ponti mobili).

        Previsto poi l’irrobustimento del Fondo per le aziende in crisi ( 100 milioni), da cui però non attingerà direttamente risorse Sviluppo Italia. Resterà infatti il Cipe a ricoprire il ruolo principale attraverso il Comitato per lo sviluppo ( erogazione dei fondi) e il Comitato per l’attrazione degli investimenti entro cui opererà Sviluppo Italia. Sempre il decreto prevede la destinazione di almeno il 30% del Fondo rotativo di sostegno alle imprese ad attività e progetti strategici di ricerca.
        Nel Ddl invece trovano posto, come già noto, le agevolazioni ( aumento della deducibilità Irap), per i neo assunti al Sud.

        Quanto alle professioni, inizia a delinearsi un sistema di "accreditamento" dei professionisti diverso dagli Ordini. Dopo un duro braccio di ferro il ministro della Giustizia Roberto Castelli, appoggiato dai ministri di An, è riuscito a inserire il testo approvato nei giorni scorsi dai " saggi" ( il Guardasigilli, il sottosegretario Michele Vietti e il vice presidente vicario di An, Ignazio La Russa). Per altro, sul testo si è registrata la convergenza delle varie componenti professionali, dagli Ordini alle associazioni " emergenti". Grazie al decreto sarà dunque possibile il riconoscimento delle Associazioni di professionisti che non esercitano attività regolamentate e tipiche svolte dagli iscritti agli Ordini (si veda la scheda).

        « Le misure del decreto legge — ha detto Castelli — mettono le premesse per una disciplina più organica da inserire nel corso della conversione. Abbiamo il tempo a disposizione per trovare un accordo sulle norme che facilitino la competitività anche nelle professioni » . Le società, in particolare quelle di capitali con soci non professionisti, continuano a essere il punto più delicato.