Professioni: Parte il confronto sull’accesso

11/07/2003



      Venerdí 11 Luglio 2003
      Professioni


      Parte il confronto sull’accesso

      Il ministero dell’Istruzione prepara il riordino

      MARCO BELLINAZZO


      ROMA – Entra nel vivo l’attività del ministero dell’Istruzione per il riordino dell’accesso alle professioni. Tre le direttici lungo le quali si stanno muovendo i tecnici del Miur, sotto la regia del sottosegretario Maria Grazia Siliquini. Innanzitutto le modifiche al Dpr 328/2001, resesi necessarie per le obiezioni sollevate da varie categorie sulle regole di organizzazione delle professioni introdotte in seguito alla riforma universitaria del «3+2». Per passare alla regolamentazione delle professioni ordinistiche non toccate dalle novità del 2001: quelle di giornalista, statistico, consulente del lavoro e tecnologo alimentare. Infine, le modifiche alla disciplina degli esami di Stato.
      Già dalla scorsa settimana il ministero dell’Istruzione ha avviato colloqui con i rappresentanti di tutte le professioni interessate. Il confronto proseguirà fino a settembre e coinvolgerà anche esponenti del mondo universitario. Per il 16 luglio è in programma una conferenza tra il Miur, i presidenti degli Ordini e dei Collegi professionali e i vertici delle Conferenze dei presidi delle facoltà. Parteciperà anche il ministro Letizia Moratti. Sarà l’occasione per fare il punto della situazione e illustrare i provvedimenti già definiti e quelli in attesa d’attuazione. «Tra i primi vanno annoverati – ha sottolineato il sottosegretario Siliquini – quelli sull’unificazione delle professioni economico-contabili e la legge appena licenziata per l’accesso alla professione di psicologo. In quest’ultimo frangente siamo intervenuti con l’urgenza di assicurare un quadro normativo omogeneo alle prossime prove di abilitazione. D’ora in avanti, però, agiremo con atti più ponderati.
      Al momento prestiamo un’attenzione particolare ai problemi indicati dagli assistenti sociali».
      Intanto, mercoledì al Senato è stata approvata in via definitiva il provvedimento di conversione del decreto legge 105/2003. Per esercitare la professione di psicologo sarà, dunque, indispensabile una formazione universitaria di cinque anni. I laureati triennali, invece, potranno iscriversi all’Ordine degli psicologi con la qualifica di «dottore in tecniche psicologiche», ma, salvo alcune attività esecutive o relative a protocolli e procedure standarizzate, non potranno esercitare se non sotto la guida di un professionista. Il quadro delle competenze riservate ai laureati triennali spazia dai servizi alla persona ai servizi sociali, organizzativi e del lavoro.