“Professioni” La riforma riparte dal Dl Bersani

26/09/2006
    marted� 26 settembre 2006

    Pagina 4/5 – Primo Piano

      Pagine a cura di
      Claudia Morelli e Luca Saitta

        Professioni, la riforma riparte dal DL Bersani

          Sulla riforma delle professioni il decreto Bersani ha fatto breccia e la proposta dell’esecutivo ne terr� conto. Dunque, secondo quanto risulta a ItaliaOggi, niente ritorno ai minimi tariffari inderogabili, che rimarranno per quelle limitate ipotesi di prestazioni obbligatorie (il gratuito patrocinio per gli avvocati), le societ� professionali saranno aperte al capitale esterno che avr� per� partecipazioni limitata come limitata sar� la partecipazione del socio esterno alle cariche sociali, la pubblicit� ci sar�, gli ordini saranno strutturati in modo che la loro attivit� non si proietti esclusivamente all’interno delle categorie professionali di riferimento ma sia orientata agli interessi della utenza, addirittura con un impegno finanziario (parte del patrimonio degli ordini potr� esser impegnato nell’interesse della collettivit�). Il ministero della giustizia, dove il sottosegretario Luigi Scotti � stato incaricato dal guardasigilli Clemente Mastella di istruire la pratica in vista della presentazione di una proposta di legge quadro, ha concluso ieri il ciclo di audizioni dei soggetti interessati alla riforma con Confindustria e le organizzazioni sindacali che, insieme, hanno chiesto che gli ordini siano pi� orientati chiaramente alla tutela dell’interesse sociale che non a quello della categoria. Un argomento che sembra convincere via Arenula, a prescindere dalle posizioni spiccatamente liberiste di Confindustria che i professionisti sostengono essere �dolose’ perch� finalizzate a creare un vero e proprio mercato delle prestazioni professionali dove la concorrenza si fa con il prezzo pi� basso. Gli ordini saranno soggetti ad un ampio restyling, a iniziare dalla loro composizione, la elezione dei loro organi, alla temporaneit� degli incarichi e cos� via. Per adesso, avverte Scotti, si tratta di idee che ancora non hanno trovato articolazione in una bozza di provvedimento che per� dovrebbe essere pronta, almeno a livello tecnico, in quindici giorni. Poi dovr� passare il vaglio di Mastella e finalmente approdare in consiglio dei ministri.

          Il parlamento apre il cantiere. La camera, per�, ha deciso di bruciare sui tempi l’esecutivo e gi� dalla prossima settimana inizier� l’esame dei diversi progetti di legge gi� depositati. La novit� non sta tanto nel merito di queste proposte (la Vietti, la Mantini, la Siliquini, la Laurini) che sono simili e ricalcano le posizioni degli ordini( e infatti i loro rappresentati guardano con fiducia al parlamento), disponibili con moderazione ai cambiamenti, quanto nella decisione assunta dai presidenti della commissione giustizia Pino Pisicchio (Idv) e della commissione attivit� produttive, Daniele Capezzone (Rnp) di lavorare in sede congiunta. Segno che l’argomento del mercato e della concorrenza ha fatto breccia anche a Montecitorio. Infatti Pisicchio spiega a ItaliaOggi: �La competenza della giustizia riguarda soprattutto la parte ordinamentale, l’assetto istituzionale degli ordini. la parte toccata dal dl Bersani, e cio� tariffe e pubblicit�, chiama in causa la X commissione’. Capezzone, da buon radicale, ha idee precise riguardo agli ordini (ai radicali appartengono diverse iniziative referendarie per la loro abolizione) ma garantisce che si impegner� �da presidente della commissione per assicurare che la partita si giochi nel rispetto delle regole e che tutti possano dare i loro contributi’. Per�, avverte, non rinuncer� a dire la sua, anche perch� ritiene che le proposte parlamentari sono legate allo statu quo. Dunque il governo dovr� affrettarsi a presentare la sua proposta ma dalle prime anticipazioni pare proprio andare in direzione diversa dagli input parlamentari ( per i quali vedere i box in pagina). A titolo di esempio, basti focalizzare l’attenzione sul sistema delle tariffe. Bersani ha abolito i minimi, Mastelli pensa di replicare, la proposta dell’Udc (Ac 1319), che ricalca il lavoro dell’allora sottosegretario alla giustizia Vietti, i minimi e i massimi sono inderogabili, mentre per quella della Margherita (Mantini Ac 1216) le tariffe sono stabilite solo per le attivit� riservate rese nell’interesse generale e i minimi sono negoziabili ( se pur con alcuni limiti). Di questo passo, le commissioni dovranno faticare ad adottare il testo base..