Professioni, la riforma perde quota

12/09/2003
ItaliaOggi (congresso ingegneri)
Numero
216, pag. 27 del 12/9/2003
da Capo Vaticano Ignazio Marino



Il sottosegretario alla giustizia annuncia di non poter più garantire l’approvazione del suo testo.

Professioni, la riforma perde quota

Governo in stallo. E Vietti chiede al Cup iniziative alternative

È stallo nel governo sulla riforma delle professioni. Tocca allora agli ordini tentare il tutto per tutto e promuovere una forte azione a sostegno della bozza Vietti, della quale condividono contenuto e forma. È il consiglio, tra le righe, che Michele Vietti, sottosegretario al ministero della giustizia, ha dato al mondo ordinistico, annunciando di non essere più in grado di garantire l’approvazione del suo testo da parte del governo. Sollecitato dai professionisti a dare risposte certe sul futuro della riforma, Vietti ha invitato il Cup ad attendere ancora qualche settimana e poi, se il consiglio dei ministri non avrà ancora esaminato la proposta di legge quadro, a studiare strade e iniziative alternative per raggiungere l’obiettivo voluto.

La bozza è pronta da aprile e ´un’eccessiva stagionatura potrebbe portarla a marcire’. Per annunciare il problematico futuro del riordino della materia professionale il sottosegretario alla giustizia, spogliandosi della sua veste istituzionale e indossando quella del consulente, ieri ha scelto il palco del 48° congresso nazionale degli ingegneri d’Italia, dedicato al tema ´L’ingegnere cambia con il futuro’, che si sta svolgendo a Vibo Valentia – Capo Vaticano. Proprio nella proposta di mozione congressuale, che oggi sarà definitivamente approvata, il Consiglio nazionale della categoria (in linea con le idee del Comitato unitario delle professioni) ha inserito fra gli impegni da perseguire anche quello di sostenere con una petizione popolare il testo Vietti, proponendosi per la raccolta delle firme.

L’impegno di Lerici

Che fine ha fatto la riforma delle professioni? Questa la domanda che poco più di una settimana fa Pierluigi Mantini, responsabile delle professioni de La Margherita, aveva rivolto al sottosegretario alla giustizia nel corso di ´Europamondo’, la festa del partito. Lo stesso Mantini, in quell’occasione, aveva mostrato la sua delusione e la rabbia per una riforma mancata che avrebbe potuto godere dell’appoggio politico di tutta l’opposizione. In tale circostanza Vietti aveva assicurato che la bozza studiata dalla sua commissione sarebbe approdata in consiglio dei ministri al più presto come disegno di legge governativo. Un cambio di strategia rispetto al precedente annuncio di far confluire (in qualità di maxi-emendamento) la bozza Vietti al testo unificato Federici-Cavallaro in discussione alla commissione giustizia del senato. A pochi giorni dal convegno di Lerici il sottosegretario non sembra essere più certo che la riforma possa fare dei passi concreti. E arriva il nuovo proclamo: se entro fine mese il testo non sarà presentato dal governo in consiglio dei ministri allora sarà il caso di passare ad altre strategie. Una di queste è certamente l’idea del Comitato unitario delle professioni di presentare una petizione popolare per sbloccare la fase di stallo. Spazio anche all’iniziativa specifica di gruppi parlamentari della maggioranza.

L’appello di Vietti

È stato un vero e proprio appello ai professionisti di ´fare la propria parte’ quello rivolto da Vietti al mondo ordinistico rappresentato a Vibo Valentia dal Comitato unitario delle professioni e in maniera specifica dagli ingegneri riuniti a congresso. Proprio il Cup rappresenta il maggior sostenitore della bozza Vietti e ha già annunciato di voler sostenere questo lavoro con una petizione popolare. Un’idea che il sottosegretario alla giustizia ha elogiato in qualità di strada alternativa. Vietti ha ricordato, inoltre, che l’impegno assunto dal governo quattro mesi fa di portare a compimento entro la fine dell’anno la riforma delle professioni non si è mai trasformato in fatti concreti. ´Quello sulla riforma delle professioni’, ha lamentato Vietti, ´è un ritardo che non so più come spiegare’. E di fronte allo scenario, nazionale e internazionale, secondo il parlamentare dell’Udc, è legittimo continuare a chiedere al governo di mettere le sue carte sul tavolo ed eventualmente andare avanti con altre strategie. ´Se mettere le carte in tavola’, ha continuato Vietti, ´può rappresentare un ostacolo per problemi personali di paternità, non sarò certo io a porli. Non dobbiamo essere noi a battezzare la riforma delle professioni, dato che sono stati i professionisti che hanno trovato gli accordi e le mediazioni’. E il nuovo invito fatto alla maggioranza è di uno sforzo affinché non prevalgano ´tentazioni di rapporti preferenziali dei rapporti professionali con una o altre categorie’.

Il ruolo delle regioni e la spinta dell’Europa

È stata una vera e propria riflessione sullo stato dell’arte della riforma quella proposta da Vietti all’assise calabrese. E il testo del sottosegretario non è uscito certamente vincitore considerando lo stallo dei lavori. Sono diverse, infatti, le iniziative di riordino della materia che nel settore professionale stanno avanzando. Ha ricordato Vietti che in commissione attività produttive della camera c’è una proposta che punta tutto sul riconoscimento delle associazioni delle professioni emergenti, alla quale sono stati proposti già degli emendamenti. Al senato, invece, in commissione giustizia, il cosiddetto testo unificato Cavallaro-Federici raccorda moltissime proposte in materia e oramai è prossimo alla discussione.

Anche l’Europa preme con la direttiva sul riconoscimento delle qualifiche professionali portata avanti da Stefano Zappalà e in diverse regioni ci sono delle iniziative ad hoc. Proprio in Calabria il prossimo mese dovrebbe diventare operativa la prima Consulta delle professioni, istituita nel 2001 a seguito della modifica del titolo V della Costituzione. Il nuovo articolo 117 ha demandato la competenza delle professioni alle regioni e qualche mese fa anche la conferenza dei presidenti delle regioni e delle province autonome ha proposto al governo un articolato contenente le regole che le regioni dovranno adottare nel disciplinare la materia. La conferenza, fra l’altro, è stata convocata per le prossime settimane dal governo e dalla commissione giustizia del senato. Segno di una volontà di valutare l’integrazione dei testi esistenti con un testo più federalista.

Anche per il sottosegretario l’articolato, messo a punto dall’assessore toscano Carla Guidi per la conferenza, potrebbe essere una valida integrazione al testo. A fronte però di tutte queste iniziative, il parlamentare dell’Udc ha avvertito del rischio di ´trovarsi di fronte a fatti compiuti, esterni a una proposta che gode di una grande convergenza perché frutto di un grande lavoro di mediazione’.