Professioni: la riforma nazionale «ritenta»

21/10/2003



      Martedí 21 Ottobre 2003

      NORME E TRIBUTI


      E la riforma nazionale «ritenta»


      ROMA – Potrebbe sbloccarsi presto l’iter della riforma delle professioni. Due le novità da registrare. L’incontro di venerdì prossimo tra il Cup e il ministro della Giustizia, Roberto Castelli. E le prossime mosse della commissione Giustizia del Senato. Il 24 ottobre i professionisti avranno un faccia a faccia con il Guardasigilli per capire se e quanto il Governo sia disposto a spendersi sul disegno di legge scaturito dai lavori della commissione voluta dal sottosegretario alla Giustizia, Michele Vietti. Naturalmente le aspettative dei professionisti del Cup, tutti appartenenti a Ordini, vanno nella direzione di un rapido sbarco in Parlamento del provvedimento. Avendo collaborato alla stesura delle disposizioni sembrerebbe adesso una beffa la caduta in vista del traguardo. Anche perchè il fattore tempo rischia di avere un ruolo determinante. Il progetto si concretizza, infatti, nella definizione di una serie di principi di delega cui il Governo dovrà poi dare attuazione. Insomma, tempi lunghi già "a prescindere". E con mezza legislatura a disposizione anche prospettive poco ottimistiche. Alla Camera, intanto, è stato presentato un disegno di legge, primo firmatario il segretario dell’Udc, Marco Follini, che riproduce i contenuti della proposta Vietti. Lo stesso Vietti sottolinea come si tratti di un intervento «ad adiuvandum»: «Non ci vedo niente di male – spiega il sottosegretario – se alla Camera, dove è in discussione la riforma delle nuove professioni, si interviene anche su questo tema. L’importante è che si percorra in fretta la strada da via Arenula (sede del ministero della Giustizia, ndr) a Palazzo Chigi e poi a Montecitorio o Palazzo Chigi. Anche perchè, altrimenti, potrebbe esserci qualcun altro a fare più in fretta la strada che porta da Bruxelles a Roma». A dare un colpo di acceleratore potrebbe essere allora la commissione Giustizia di Palazzo Madama che da tempo sta lavorando a un disegno legge di formazione parlamentare. Dopo aver condotto una nutrita serie di audizioni, adesso sembra essere arrivato il momento della svolta. Il presidente della commissione, Antonino Caruso (An), spiega di avere già ottenuto dal presidente del Senato, Marcello Pera, un’eccezione alla normale calendarizzazione dei lavori, monopolizzata dalla sessione di bilancio. «Aspetto solo il via libera dalla commissione Bilancio – annuncia Caruso -. Poi affronteremo il disegno di legge sulle professioni, insieme con la miniriforma della procedura civile e gli interventi sui fallimenti immobiliari e procedure concorsuali. Per quanto riguarda le professioni potremmo approvare il disegno di legge subito dopo il via libera alla Finanziaria, all’inizio del prossimo anno». Sulla possibilità di arrivare a una sorta di disegno di legge unificato Caruso osserva che «si tratta di un percorso legislativo assolutamente normale per un disegno di legge di formazione parlamentare: le modifiche sono all’ordine del giorno. Il testo cui abbiamo lavorato non fa eccezione. Potrebbe imbarcare tranquillamente alcuni dei contenuti dell’intervento Vietti sotto forma di emendamenti. Si tratterebbe di una maniera per dare finalmente corpo a questo convitato di pietra che è il progetto del ministero che ancora stenta a essere formalizzato». Poi, però, Caruso ricorda che il lavoro parlamentare non può essere mortificato, in questa materia, da superemendamenti calati dall’alto, senza che ai senatori sia data la possibilità di discuterne in un tempo congruo. A chiudere il cerchio un Vietti possibilista che sottolinea di non avere mai rivendicato alcun dirito di primogenitura sulla riforma. «L’importante è che le proposte camminino – commenta il sottosegretario -. Poi, se verranno portate in fondo per prime da un ramo o l’altro del Parlamento, questo non ha alcuna importanza».

      GIOVANNI NEGRI