Professioni, frena la riforma Castelli

22/04/2005

    venerdì 22 aprile 2005

      Approvato in commissione il decreto competitività. Il guardasigilli ritira la delega su invito di Pera.
      Professioni, frena la riforma Castelli
      Ma si riducono i vincoli alle associazioni non regolamentate

        di Ginevra Sotirovic

        Affonda la delega Castelli per la riforma delle professioni. E nello stesso tempo le associazioni incassano una vittoria insperata fino a poche ore fa.

        La commissione bilancio del senato, infatti, contraddicendo le norme contenute nel maxi-emendamento presentato una settimana fa dal ministro della giustizia al decreto competitività (dl 35/2005, che ha avuto ieri il via definitivo e ora passa all’aula) ha approvato ieri due emendamenti al testo originario del decreto che eliminano alcuni dei vincoli per il riconoscimento delle associazioni non regolamentate. Per queste ultime infatti varrà soltanto il divieto di esercitare attività ‘riservate’ agli ordini e non ´tipiche’ come si prevedeva in precedenza.

        Sparisce anche il termine di ´regolamentate’ attribuito alle attività che per le associazioni appariva troppo ampio e foriero di eccessivi balzelli.

        Modifiche che accolgono in pieno le richieste avanzate da tutte le associazioni di settore e sulle quale la commissione bilancio ha votato a sorpresa all’unanimità. Ma che per Nino Lo Presti (An) uno dei fautori insieme a Castelli del maxi-emendamento sono frutto di ´una grave distrazione della maggioranza che fa riemergere la politica antiordinistica della sinistra. Ma l’errore deve essere riparato in aula’, dice rammaricato di non essere stato presente al momento del voto perché deputato e non senatore.

          Uno sconcerto che si unisce a quello che in mattinata aveva accompagnato la decisione di Castelli di ritirare la delega e quindi il maxi-emendamento sul quale gran parte della maggioranza aveva lavorato alacremente nei giorni scorsi, in seguito all’esplicita richiesta del presidente del senato, Marcello Pera, di evitare l’uso di questo strumento in un momento di aperta crisi di governo. Richiesta che Pera ha inoltrato in tarda mattinata tramite una lettera indirizzata al presidente della commissione bilancio del senato, Antonio Azzollini. Castelli ha obbedito senza polemiche e ha spiegato che ´se il governo fosse stato in carica avrei insistito ma oggi l’Udc ha chiesto un’ulteriore riflessione e il combinato disposto di questa lettera e della lettera di Marcello Pera ha reso evidente che non ci sono più le condizioni per insistere e procedere su questo tema’.

            Per la riforma delle professioni, comunque, ha tenuto a precisare il ministro, e su questa linea si sono detti d’accordo anche il sottosegretario all’istruzione e università Maria Grazia Siliquini e lo stesso Lo Presti che non è ancora detta l’ultima, visto che la maggioranza non intende sprecare il lavoro fatto sin qui. Per il momento però la maggioranza in accordo con l’opposizione ha deciso di sposare un’altra linea rispetto a quella che Castelli aveva concordato in gran parte con gli ordini del Cup.

            Le due norme approvate come modifiche all’articolo 2 comma 8 del dl sono infatti del tutto contrarie all’orientamento espresso finora dal Comitato unitario degli ordini professionali che anzi nel maxi-emendamento aveva ottenuto l’inserimento di nuovi vincoli per il riconoscimento delle associazioni. A vincere quindi è stata la linea proposta dalle associazioni del Colap e di Assoprofessioni. Secondo Giorgio Berloffa, presidente di quest’ultima, gli emendamenti approvati sono la vittoria ´della parte ragionevole del mondo delle professioni sia ordinistiche che non’ e il segretario Roberto Falcone ringrazia l’impegno che in tal senso hanno profuso tutte le forze politiche. Per Giuseppe Lupoi, coordinatore Colap, i risultati ottenuti al senato sono ´in linea con gli impegni presi dal governo e dalla maggioranza subito dopo aver vinto le elezioni’. (riproduzione riservata)