Professioni: controriforma al buio

24/11/2004


             
             
             
             
            Numero 281, pag. 26
            del 24/11/2004
            Professioni, controriforma al buio
             
            Allo studio il testo alternativo alla Vietti-bis. Mercoledì prossimo riunione straordinaria del Cup.
            I tecnici sono al lavoro. Ma la bozza Castelli è top secret
            di Ginevra Sotirovic  
            Caos riforme per le professioni. Mentre il testo della Vietti-bis circola ormai da giorni (pubblicato in versione integrale sul sito di ItaliaOggi già da giovedì scorso) e le professioni, ordinistiche e non, stanno elaborando una propria posizione sui contenuti della nuova bozza, il ministro Castelli fa sapere che il testo al quale stanno lavorando altri tecnici di sua fiducia è praticamente pronto e sarà varato al più presto dal governo. Per poi proporlo, sotto forma di emendamenti al testo unificato del senato (noto come Cavallaro Federici). Il provvedimento dovrebbe essere il frutto di una rielaborazione della prima bozza Vietti, tenendo conto delle osservazioni delle categorie e delle modifiche necessarie per adeguare il vecchio testo al nuovo impianto costituzionale che ha trasferito alle regioni parte delle competenze in materia, prima esclusiva assoluta dello stato. Ma il Cup, Comitato unitario delle libere professioni, vuole vederci chiaro, e per mercoledì prossimo il presidente Raffaele Sirica ha convocato un’assemblea straordinaria nel quale ordini e collegi dovranno fare il punto della situazione. I professionisti daranno un parere di massima sulla Viettibis, ma allo stesso tempo sperano di avere ragguagli in merito all’altro testo, sul quale sta lavorando il ministro, da uno dei suoi consiglieri di fiducia, Enrico Rossi, presidente del Cup Lombardia e già componente della prima commissione Vietti. Non a caso lo stesso Rossi è stato invitato all’assemblea di mercoledì prossimo, insieme al presidente dei Cup del Nord Italia, Giuseppe Capocchin.

            L’obiettivo è quello di raggiungere una posizione comune in merito ai testi presentati e a quelli in itinere. Al momento, d’altronde, le posizioni in campo riflettono l’incertezza dell’azione politica del governo sul tema delle professioni. Alcuni esponenti di categoria, infatti, come il vicepresidente del Cup (anche se, ha specificato, a titolo personale) Roberto Orlandi, ma anche come il presidente degli avvocati, Guido Alpa e in modo ancora più netto il presidente dell’Adepp, Maurizio de Tilla hanno già espresso un primo parere a favore del testo Vietti-bis. E sempre a sostegno di questa nuova versione della riforma si sono manifestati anche i vertici di Assoprofessioni, mentre il parere del Colap (che comunque ha contribuito con alcune proposte di modifica alla stesura della Viettibis) è atteso a giorni. Non la pensa, invece, così il presidente Rossi che anche recentemente in un convegno sul tema che si è tenuto a Milano ha espresso numerose critiche in merito alla Vietti-bis della quale non condivide, in particolare, l’articolo 14 (si veda ItaliaOggi di ieri) e propone di ritornare alla prima bozza Vietti nella quale non c’erano margini per il riconoscimento di quelle associazioni che svolgono attività sovrapponibili a quelle di competenza degli ordini. ´Non si vuole inibire di lavorare alle persone che svolgono attività riservate agli ordini, ma soltanto non si può pretendere che le stesse possano essere riconosciute dal ministero’, spiega Rossi che chiarisce quale dovrebbe essere la linea che gli ordini dovrebbero tenere, in attesa che il ministro ufficializzi il proprio testo di riforma. ´L’unico testo sul quale, al momento, ha senso confrontarsi è quello sul quale lavora il ministro Castelli: mi pare una perdita di tempo esaminare altri ddl’, dice Rossi che però smentisce la voce secondo la quale sarebbe lui stesso a scrivere, per conto del ministro, gli emendamenti al Cavallaro-Federici. ´Con il ministro abbiamo solo discusso di alcuni aspetti della riforma come l’obbligo di assicurazione per il professionista e la composizione delle società’, aggiunge il presidente del Cup Lombardia. Rimane, così, il mistero su chi al ministero stia scrivendo questi emendamenti visto che, finora, tutti i tecnici di via Arenula negano di saperne qualcosa. (riproduzione riservata)