Professioni, concorrenza a tinte Ue

08/04/2004

ItaliaOggi (Diritto & Fisco)
Numero
084, pag. 25 del 8/4/2004
di Ginevra Sotirovic



Riscritto il dlgs La Loggia sulle competenze tra stato e regioni. Accolte le osservazioni del Cup.

Professioni, concorrenza a tinte Ue

Saranno garantite le specificità delle attività intellettuali

Professioni come imprese ai fini della concorrenza. Ma l’equiparazione dovrà essere vincolata al rispetto della normativa comunitaria che tutela le specificità delle professioni intellettuali. Non solo. Le deroghe alla disciplina sulla libera concorrenza saranno possibili non solo a tutela di interessi costituzionalmente garantiti, ma anche per ´ragioni imperative di interesse generale’.

In tempi record, il tavolo tecnico istituito dal ministro per gli affari regionali, Enrico La Loggia, ha licenziato ieri un nuovo schema di decreto legislativo con la definizione delle competenze statali in materia di professioni. Una nuova formulazione che tiene conto delle osservazioni avanzate dal Comitato unitario degli ordini professionali e delle critiche sollevate dal sottosegretario alla giustizia con delega alle professioni, Michele Vietti che, dopo aver disertato le prime riunioni, ha accolto l’invito di La Loggia a contribuire a un perfezionamento dell’articolato. Il provvedimento a questo punto, dunque, può contare sull’appoggio di tutti.

Le modifiche introdotte non sono molte, ma sono risultate sufficienti per l’assemblea del Cup, che si è riunita ieri per licenziare un parere di massima sulla nuova bozza di dlgs che, con molta probabilità, potrà essere presentata al primo consiglio dei ministri dopo Pasqua. ´Nella piena consapevolezza che il decreto legislativo non può innovare alcunché nell’attuale quadro normativo, ma unicamente compiere una perfetta ricognizione delle attuali disposizioni di competenza dello stato’, si legge nel documento approvato, il Cup esprime comunque apprezzamento ´sia per l’esatta attribuzione nel decreto alla competenza esclusiva dello stato della disciplina amministrativa e della competenza degli ordini e dei collegi, sia per la tecnica legislativa utilizzata’.

Un’opinione pienamente condivisa anche da Roberto Orlandi, portavoce Cup, per il quale la nuova versione dell’articolato fissa in modo ancora più chiaro i paletti delle competenze delle regioni, che non potranno avere voce in capitolo in tutti gli ambiti disciplinati dall’articolo 2229 del codice civile. Nessun esplicito riferimento, invece, da parte degli ordini, alla nuova formulazione dell’articolo sulla concorrenza. Questa volta l’equiparazione dell’attività professionale a quella d’impresa è strettamente congiunta alla normativa europea in materia, come a dire che solo in questo ambito e a certe condizioni è possibile assimilare due ordini di fattori completamente dissimili.

Nuova anche la lettera d) dell’articolo 8 che oltre a riservare allo stato la possibilità di derogare alle regole della concorrenza ´a tutela di interessi pubblici costituzionalmente garantiti’, lo fa anche per ´ragioni imperative di interesse generale’, comprendendo così tutte le categorie professionali e non soltanto medici e avvocati. Ampliata anche la disciplina della riserva di attività professionale, visto che è stata aggiunta la dizione ´non intellettuale’, includendo così in questa norma tutte le attività e non soltanto quelle ordinistiche e perciò disciplinate dal 2229 cc. (riproduzione riservata)

ItaliaOggi pubblica lo schema di decreto legislativo di attuazione dell’art. 1 della legge 5 giugno 2003, n. 131 in materia di professioni. In neretto sono riportate le modifiche concordate al tavolo tecnico istituito dal ministro La Loggia

Capo I
Disposizioni generali
Articolo 1

Ambito di applicazione

1. Il presente decreto legislativo individua i principi fondamentali che si desumono dalle leggi vigenti in materia di professioni, di cui all’articolo 117, terzo comma, della Costituzione, secondo i principi e i criteri direttivi di cui all’art. 1, commi 4 e 6 della legge 5 giugno 2003, n. 131.

2. Nell’esercizio della competenza legislativa in materia di professioni, le regioni sono tenute al rispetto della Costituzione, dei vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali, nonché dei principi fondamentali di cui al capo secondo.

Capo II
Principi fondamentali
Articolo 2

Libertà professionale

1. L’esercizio della professione è tutelato in tutte le sue forme e applicazioni, purché non contrarie a norme imperative, all’ordine pubblico e al buoncostume. Le regioni non possono adottare provvedimenti che ostacolino l’esercizio della professione.

2. È vietata qualsiasi discriminazione di professioni o di esercenti le stesse, che sia motivata da ragioni sessuali, razziali, religiose, politiche o da ogni altra condizione personale o sociale.

3. Non costituiscono comunque discriminazione quelle differenze di trattamento che siano giustificate oggettivamente da finalità legittime perseguite attraverso mezzi appropriati e necessari (art. 3, co. 6, dlgs 9/7/2003, n. 216).

Articolo 3

Tutela della concorrenza
e del mercato

1. Ai fini della concorrenza di cui agli articoli 81, 82 e 86 (ex artt. 85, 86 e 90) del Trattato Ce, salvo quanto previsto dalla normativa in materia di professioni intellettuali, l’attività professionale è equiparata all’attività d’impresa.

Articolo 4

Formazione professionale

1. Le regioni disciplinano la formazione professionale nel rispetto dei livelli essenziali, minimi e uniformi, fissati in materia dallo stato.

2. Il rilascio di titoli abilitanti all’esercizio di attività professionali fuori dei limiti territoriali regionali deve avvenire nel rispetto di livelli standard di preparazione professionale stabiliti dallo stato.

Articolo 5

Accesso alle professioni

1. La legge statale definisce i requisiti tecnico-professionali e i titoli professionali necessari per le attività che richiedono una specifica preparazione al fine di garantire interessi la cui tutela compete in modo primario allo stato.

Articolo 6

Regolazione delle attività professionali

1. La regolazione delle attività professionali s’ispira ai principi della tutela della buona fede, dell’affidamento del pubblico e della clientela, degli interessi pubblici e dell’ampliamento e della specializzazione dell’offerta dei servizi, nel rispetto dei principi deontologici.

Articolo 7

Professioni sanitarie

1. L’individuazione delle professioni sanitarie, dei loro contenuti e dei titoli richiesti per l’accesso all’attività professionale è riservata alla legge dello stato.

Capo III
Competenze esclusive
dello stato
Articolo 8

Potestà legislativa statale

1. Ai sensi dell’articolo 1, comma 5, della legge 5 giugno 2003, n. 131, sono di competenza legislativa esclusiva dello stato:

a) la disciplina dell’esame di stato per l’abilitazione all’esercizio delle professioni intellettuali ai sensi dell’articolo 33 della Costituzione, nonché dei titoli e dei requisiti, compresi la formazione professionale universitaria e il tirocinio, richiesti per accedervi;

b) la disciplina concernente l’individuazione delle figure professionali intellettuali e relativi profili, competenze e ordinamenti didattici;

c) la disciplina del riconoscimento e dell’equipollenza dei titoli necessari ai fini dell’accesso alle professioni da parte dei cittadini degli stati membri dell’Unione europea o di altri stati o apolidi;

d) la disciplina della tutela della concorrenza e delle deroghe consentite dal diritto comunitario a tutela di interessi pubblici costituzionalmente garantiti e comunque per ragioni imperative di interesse generale; la disciplina della riserva di attività professionale non intellettuale, delle tariffe e dei corrispettivi professionali, della pubblicità professionale, nonché del concorso per notai;

e) la disciplina dell’ordinamento e dell’organizzazione amministrativa degli ordini e dei collegi professionali;

f) la disciplina delle attività professionali attinenti l’ordine pubblico, la sicurezza e l’amministrazione della giustizia, a esclusione della polizia locale;

g) la disciplina di protezione dei dati personali;

h) la disciplina dei rapporti regolati dal codice civile e dalle altre leggi speciali integranti l’ordinamento civile della repubblica; sono riservate allo stato, in particolare, la disciplina del contratto, dell’impresa e del rapporto di lavoro, delle società e delle associazioni professionali, della responsabilità dei professionisti;

i) la disciplina sanzionatoria penale concernente l’esercizio della professione;

j) la disciplina sanzionatoria amministrativa concernente l’esercizio delle professioni intellettuali;

k) la determinazione dei livelli essenziali, minimi e uniformi, delle prestazioni in materia di istruzione e formazione professionale;

l) la disciplina dell’iscrizione obbligatoria ad albi, collegi, registri, ruoli o elenchi con validità nazionale a tutela dell’affidamento del pubblico e degli utenti;

m) la disciplina sull’esercizio del diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali;

n) la disciplina dell’ordinamento e dell’organizzazione delle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, salvo le competenze delle regioni e delle province autonome di Trento e Bolzano;

o) ogni disciplina di materie che la Costituzione riservi alla competenza esclusiva dello stato.

2. In ogni caso è competenza esclusiva dello stato la disciplina dell’organizzazione amministrativa e delle competenze degli ordini e collegi delle professioni intellettuali che sono regolati, ai sensi dell’art. 2229 cc, dalla normativa vigente.