Professioni con meno regole

06/06/2003

ItaliaOggi (Professioni)
Numero
133, pag. 34 del 6/6/2003
di Ginevra Sotirovic


La Commissione europea chiede a ordini e associazioni un parere entro il 15/6.

Professioni con meno regole

Spazio alla libera concorrenza nel mercato Ue

Meno regole più mercato, anche per le professioni. L’organizzazione europea del sistema professionale dovrà dunque prediligere un modello liberista e non lesivo della libera concorrenza. Sempre però che ordini, associazioni e utenti condividano questa impostazione. Per rispondere a questa domanda avranno tempo fino al 15 giugno. Entro questa data, infatti, dovranno essere inviate alla Commissione di Bruxelles le risposte al questionario che il commissario per la concorrenza, Mario Monti, ha predisposto per verificare l’organizzazione del sistema professionale in tutti gli stati membri. Una questione che sembra stare particolarmente a cuore al commissario italiano, che già nei mesi scorsi aveva dedicato all’argomento una relazione approfondita, alla quale segue ora l’invio del questionario che poi permetterà alla Commissione di tirare le fila entro la fine dell’anno. La domanda principale alla quale si chiede di rispondere è: le regole fanno bene o male al mercato professionale? Una risposta che la Commissione, pur attendendo con interesse le valutazioni degli ordini e delle associazioni, sembra avere già acquisito. Dalle considerazioni che precedono il questionario, infatti, emerge una consapevolezza precisa: ´L’assenza di problemi evidenti nei paesi in cui il livello di regolamentazione è meno elevato’. Alla luce di questa considerazione, secondo la Commissione, è necessario che ´le autorità di regolamentazione procedano a un riesame ed eventualmente a una riforma del regime e/o su cui esse esercitano vigilanza’. Certo, precisa la Commissione, nessuna proposta di riforma sarà fatta senza tenere conto del parere dei diretti interessati e quindi dei professionisti, in tutte le loro forme, e gli utenti. Di qui l’idea di formulare un quesitario nel quale sono indicati tutti i possibili fattori restrittivi della libertà di concorrenza. Accanto a ognuna di queste voci (riportate nella tabella) si dovrà indicare se ed eventualmente quanto questi fattori rappresentano dei vincoli al libero esercizio professionale. Una volta raccolte tutte le osservazioni, la Commissione annuncia che ´entro la fine dell’anno le eventuali disposizioni legislative e regolamentari da considerarsi restrittive della concorrenza, sproporzionate e non giustificate da ragioni obiettive’. L’iniziativa, però, non mette tranquilli gli ordini professionali, che non hanno accolto volentieri l’invito di Monti viste le considerazioni che lo precedono. E mette in allarme anche Stefano Zappalà, il relatore italiano alla proposta di direttiva europea sul riconoscimento delle qualifiche professionali che sta difendendo strenuamente il modello ordinistico italiano. Soddisfatte invece le associazioni non regolamentate che preferiscono l’impostazione Ue a quella prescelta dal governo italiano.