Professioni: Castelli difende la mini riforma

19/04/2005
    martedì 19 aprile 2005

    sezione: PROFESSIONI – pagina 31

    COMPETITIVITÀ • Per il ministro della Giustizia l’incertezza del clima politico non dovrebbe ostacolare il riordino

    Castelli difende la mini riforma
    Il Guardasigilli: « Un intervento che fa bene al Paese » Nessuna norma sulle società

      MARIA CARLA DE CESARI

      MILANO • La conferma per andare avanti sulla strada di una riforma « corposa, anche se non si può parlare di intervento a 360 gradi » , il ministro della Giustizia, Roberto Castelli è venuto a cercarla nei suoi territori d’elezione, tra i presidenti dei Coordinamenti degli Ordini (Cup) del Nord. Una ricerca che non è andata delusa. Gli Ordini del Nord Italia (riuniti nel Forum delle professioni) — dopo aver ispirato attraverso il presidente del Cup Lombardia, Enrico Rossi, molti aspetti della riforma— hanno sollecitato il Governo « a proseguire nell’opera intrapresa ».
      E hanno chiesto che siano approvati gli emendamenti presentati dall’Esecutivo e da Alleanza nazionale al decreto legge sulla competitività. Delle proposte — che la settimana scorsa avevano ricevuto il « sì » anche del Cup nazionale, sia pure con il mandato al presidente Raffaele Sirica a concordare « miglioramenti » — si parlerà probabilmente questa mattina in commissione Bilancio del Senato.
      Nonostante l’incertezza della situazione politica — ha detto Castelli — gli emendamenti al decreto legge sulla competitività possono arrivare al traguardo: infatti, la conversione dei provvedimenti d’urgenza prosegue anche in caso di crisi di Governo.

      «Lancio— ha esortato Castelli — un appello alla maggioranza per approvare queste misure che fanno il bene del Paese». Del resto, il Guardasigilli ha affrontato la questione con realismo e ha tagliato dall’emendamento la disciplina delle società che ha incontrato la contrarietà di alcuni Ordini e perplessità all’interno della maggioranza.
      «Capisco che per gli avvocati le società di capitali pongano questioni di trasparenza.

      Quanto alla maggioranza, alcune forze proponevano — ha ricostruito Castelli— soluzioni più restrittive rispetto alla disciplina attuale. A questo punto ho deciso di non forzare la mano, per non pregiudicare la riforma».

      Dunque, la riforma si concentra sugli Ordini e sui paletti per le Associazioni. Anche se non mancano i riflessi diretti sulla vita dello studio, visto che il professionista sarà obbligato a stipulare una polizza per coprire i rischi derivanti dall’attività e sarà tenuto all’aggiornamento continuo, sotto la vigilanza dell’Ordine

      A Milano ieri erano rappresentate sette Regioni e 30 Ordini. I Cup territoriali hanno sollecitato e apprezzano — come hanno detto Enrico Rossi e il coordinatore del Forum delle professioni del Nord Italia, Giuseppe Capocchin — i coordinamenti regionali, così da poter interagire al meglio con le Autonomie locali, e l’Assemblea nazionale, cui è affidato il potere di approvare il codice deontologico e il bilancio del Consiglio nazionale. Il ministro Castelli ha sottolineato anche la disciplina delle tariffe, con livelli massimi e con minimi inderogabili. I valori saranno stabiliti « nell’interesse generale con decreto del ministro della Giustizia o comunque del ministro competente, su proposta dei rispettivi Consigli nazionali, sentito il Consiglio di Stato » .

      L’altro cardine della riforma per Castelli sono le Associazioni. «Si pongono — ha sintetizzato il ministro— i paletti per il riconoscimento » . E di fronte all’obiezione sollevata dalle Associazioni, circa l’estensione delle esclusive degli Ordini alle attività « tipiche » , il Guardasigilli ha invitato ad avere fiducia. In ogni caso, sembra rimarrà il comma che « esclude possa essere considerata professione un’attività regolamentata o tipica » esercitata dagli iscritti agli Ordini. Tuttavia, una versione precedente dell’emendamento parlava di « attività regolamentata, tipica » .

        Il rischio — secondo i giuristi d’impresa, riuniti nell’Aigi — è che le attività oggi esercitabili liberamente divengano prerogative di pochi.
        « Contro questa eventualità — ha proposto Ermanno Cappa, presidente Aigi — si dovrebbe cristallizzare alla data di entrata in vigore del provvedimento non soltanto l’assetto degli Ordini esistenti ma anche il novero delle attività riservate per legge » .
        Alla richiesta Castelli ha risposto indirettamente: « Abbiamo dovuto mediare tra opposte spinte e abbiamo cercato una posizione di saggezza».