Professioni, Casse alle grandi manovre

03/07/2002



Mercoledí 03 Luglio 2002

Previdenza – L’analisi dei conti 2001 degli enti privati evidenzia gli interventi avviati per il riequilibrio a medio-lungo termine
Professioni, Casse alle grandi manovre
In sette gestioni sono state già decise o sono prossime al varo misure di contenimento della spesa
MILANO – Le Casse dei professionisti correggono il tiro. Sette enti previdenziali, sui nove che hanno risposto alle domande del Sole-24 Ore, stanno modificando, o hanno già modificato nell’ultimo anno, il regime previdenziale offerto. Negli anni recenti alcuni di questi enti (come quelli di avvocati e medici) avevano già varato misure come condoni o sanatorie per gli iscritti: misure utili per il gettito e che hano messo ordine nelle posizioni, ma comunque di breve respiro. Ora, invece, le prospettive cambiano, perché le correzioni approvate o allo studio delle Casse sono strutturali e spesso mutano radicalmente la filosofia gestionale fin qui seguita. L’obiettivo di massima è comune: rendere le prestazioni pensionistiche più coerenti ai contributi versati dai lavoratori durante la loro vita professionale e assicurare all’ente un equilibrio di gestione di medio-lungo termine, come richiesto dalla normativa e dal ministero del Welfare. Non che la situazione patrimoniale delle Casse sia tale da far lanciare allarmi (si veda l’articolo a fianco), ma la convinzione che sembra accomunare gli amministratori è che prima o poi si dovrà fare i conti con una dinamica demografica sfavorevole. Anche gli enti privatizzati cominciano a temere i limiti del sistema retributivo, con il progressivo aumento dei pensionati, che assorbono risorse, e il parallelo calo degli iscritti attivi, che versano i contributi. L’indagine. «Il Sole-24 Ore» ha sondato i conti e le politiche di bilancio di dieci Casse previdenziali (avvocati, consulenti del lavoro, dottori commercialisti, ingegneri e architetti, geometri, giornalisti, medici, notai, ragionieri, veterinari). Gli enti dei geometri e dei ragionieri sono quelli che più di recente hanno varato modifiche e trattamenti pensionistici, mentre l’Inpgi (l’Istituto di previdenza dei giornalisti) si prepara a farlo. Veterinari, avvocati e consulenti del lavoro stanno già prendendo le misure al cambio di rotta varato verso la fine dello scorso anno, come pure i dottori commercialisti, per i quali sono però allo studio ulteriori novità. Notai e medici non ritengono, invece, sia ancora venuto il momento di prendere provvedimenti. I primi, rassicurati dal «costante equilibrio di bilancio – affermano dalla Cassa – rilevato dal documento tecnico attuariale», non hanno introdotto modifiche «volte a difendere la stabilità della gestione». I medici si riservano di prendere decisioni dopo aver valutato il nuovo bilancio tecnico, quello al 31 dicembre 2000, in fase di stesura (l’ultimo disponibile è del 1997). Intanto si godono il buon risultato messo a segno dall’Enpam (ente nazionale di previdenza e assistenza dei medici e degli odontoiatri) nel 2001. Il bilancio è stato chiuso con un avanzo di 342,41 milioni di euro, superiore di 107,94 milioni rispetto all’esercizio precedente. Al risultato hanno concorso le maggiori entrate contributive, dovute ai nuovi accordi collettivi nazionali delle categorie dei medici e degli odontoiatri convenzionati, e i proventi patrimoniali e finanziari. La Cassa ingegneri e architetti, infine, non ha ritenuto di fornire i dati. Lavori in corso. Per quattro Casse i cantieri della riforma dei regimi pensionistici sono ancora aperti. Ragionieri e geometri hanno appena dato il via ai lavori. I primi, che fra l’altro devono anche tener d’occhio la possibile unificazione dell’Albo con i dottori commercialisti, si preparano a una riforma strutturale che dovrebbe cambiare faccia al sistema pensionistico. Si passerà dal finanziamento a ripartizione a quello a capitalizzazione con metodo contributivo. Il piano sarà pronto per la fine dell’anno, nel frattempo sono state adottate misure tampone per arginare la spesa, in vigore dal 22 giugno. È cominciata, invece, alla fine dello scorso anno la marcia dei dottori commercialisti, verso un sistema in cui i trattamenti previdenziali siano sempre più correlati ai contributi versati. E, come da programma, entro novembre del 2002 sarà formulata la proposta definitiva. Il contributivo, invece, non è nelle prospettive Inpgi: l’Istituto dei giornalisti ha allo studio una riforma della base di calcolo delle pensioni che tenga conto di tutta la vita lavorativa dell’assistito (come già avviene per i neo iscritti). Ma il sistema retributivo non sarà toccato. La proposta definitiva sarà pronta fra settembre e ottobre. Infine, gli avvocati stanno pensando, fra l’altro, all’aumento dell’aliquota di calcolo del contributo integrativo dal 2 al 4% e all’erogazione di un trattamento di tipo contributivo in determinati casi.

Gianluca Di Donfrancesco