“Professioni 5″ Ora le società di capitali

11/03/2005
      del Lunedì
    lunedì 7 marzo 2005

    sezione: IN PRIMO PIANO – pagina 2

    Terziario avanzato / Parla il presidente Lucarelli

    Ora le società di capitali

    E. SI.

    «Lappuntamento di questa settimana, con la presentazione in Consiglio dei ministri del decreto sulla competitività, che dovrebbe contenere anche un articolato snello di riforma delle professioni, è un giro di boa importante, perché il Governo ha dimostrato che su questa materia vuole accelerare il passo e fare sul serio. Ho l’impressione, però, che le condizioni per un intervento organico non siano ancora mature. Quindi, se fosse necessario, non vedrei male un approfondimento attraverso un tavolo tecnico, se non altro per comprendere davvero se le divergenze sono sostanziali oppure no » .

    Non ha dubbi Ennio Lucarelli, 65 anni, dal 1999 alla presidenza della Fita, la Federazione del terziario avanzato, aderente a Confindustria: la partita della riforma delle professioni si sta sbloccando, ma sarà ancora lunga. Sul tappeto delle scelte da compiere la Federazione ha da tempo posto richieste precise: apertura alle società di capitali, abolizione delle tariffe minime e certificazione delle prestazioni da parte di autorità terze.

    « La concorrenza nell’area dei servizi professionali — spiega Lucarelli — si affronta necessariamente sul terreno delle dimensioni e delle capacità organizzative. Le società di capitali sono, a nostro avviso, indispensabili per tutte le nuove professioni e, tra quelle ordinistiche, almeno per ingegneri e architetti, che già oggi possono operare in base alla legge Merloni. Serve l’apertura a soci di puro capitale, anche con quote di maggioranza, fermo restando che, allorché queste società dovessero svolgere attività oggetto di riserve legali, il responsabile dovrà essere un professionista iscritto all’Albo e abilitato dal proprio Ordine » .

    « La bilancia dei pagamenti per i servizi professionali è in forte deficit » , ricorda Lucarelli. « Questo da un lato è negativo, ma dall’altro è un fatto positivo, perché significa che abbiamo spazio per crescere.
    Dobbiamo, però, riuscire a rafforzarci, e non possiamo farlo senza il via libera alle società di capitali » .