“Professioni 3″ G.Lupoi: «Per lo sviluppo serve più coraggio»

15/03/2005
    martedì 15 marzo 2005

    sezione: IN PRIMO PIANO – pagina 3

    LE ASSOCIAZIONI

    Intervista a Giuseppe Lupoi, coordinatore del Colap

    «Per lo sviluppo serve più coraggio»

    M.BEL.

    ROMA • « Bene per le nuove professioni, ma dove sono le spinte alla concorrenza? » . Giuseppe Lupoi, dal 2003 coordinatore del Colap ( Coordinamento delle associazioni professionali), organismo costituito cinque anni fa per conquistare alle professioni emergenti un passaporto " alternativo" al mondo ordinistico, è " marginalmente" soddisfatto. « Come potremmo non esserlo visto che, per la prima volta, lo Stato riconosce ufficialmente le associazioni delle professioni ( ancora) non regolamentate? A patto che non si riveli una mela avvelenata, perché gli aspetti positivi del provvedimento, per quanto ci riguarda, finiscono qui » .

    Il riconoscimento delle associazioni, secondo il decreto legge, è circoscritto alle attività che non interferiscano con quelle « tipiche » degli Ordini.

    Ed è singolare che un intervento diretto ad agevolare la concorrenza escluda dal mercato 100 200 mila professionisti che fino a oggi esercitano — in quanto non vietate dalla legge e non coperte da esclusive — attività professionali qualificabili, in qualche maniera, semplicemente " tipiche" dei professionisti iscritti in Albi. Attività che il decreto legge " trasforma" di fatto in riserve. Penso, per esempio, ai tributaristi.


    Insomma, una scelta pro Ordini?

    Costa ammetterlo, ma Governo e Parlamento ancora una volta si sono dimostrati deboli nei confronti della lobby degli Ordini professionali che hanno imposto la loro agenda. Una lobby che, con l’applicazione delle modifiche introdotte dal decreto, rischia di diventare ancora più forte.

    In che modo?
    Prendiamo il nuovo obbligo di iscrizione all’Albo dei dipendentiprofessionisti, pubblici e privati. Qual è la ratio per il Paese? Aumentano costi e burocrazia. Si rischia un’ingerenza degli Ordini nel settore produttivo in termini di controllo sulla deontologia dei propri iscritti. Tutto a vantaggio dei soli Ordini che aumentano entrate e poteri.

    Per l’accesso alle professioni, però, il decreto stabilisce che non più della metà dei commissari d’esame è designata da Ordini o Collegi.

    Anche qui va precisato che nella metà dei commissari nominati dagli Ordini può esserci anche il presidente, il quale " pesa" il doppio degli altri: in altre parole, la maggioranza delle commissioni potrebbe essere comunque nelle mani di professionisti con interessi contrari a incrementare il numero dei propri concorrenti.


    Non c’è proprio niente che promuoverebbe nell’action plan in tema di professioni?

    È giustissima la previsione del tirocinio pagato. Ma dove sono finite le liberalizzazioni e le misure a sostegno della concorrenza? Tariffe, pubblicità, società tra professionisti: non c’è una sola norma che si muova nella direzione auspicata da Bruxelles. Ci auguriamo adesso che si trovi il modo di correggere tutte le forzature in sede di conversione. Giuseppe Lupoi, presidente del Colap, il Coordinamento delle Associazioni