“Professioni 2″ In 650mila alle porte

11/03/2005
      del Lunedì
    lunedì 7 marzo 2005

    sezione: IN PRIMO PIANO – pagina 3

    IL PRATICANTATO

    In 650mila alle porte

    Andrea Carli

    Non più sui banchi dell’università, ma non ancora protagonisti nel mercato del lavoro. Le cifre che contraddistinguono il fenomeno del praticantato sono impressionanti: 60mila tra i dottori commercialisti, 35mila tra gli avvocati, 9mila tra i consulenti del lavoro, 4.800 presso i notai, 1.700 giornalisti. Secondo la Consilp, sindacato unitario dei professionisti, la cifra complessiva tocca quota 650mila. Un esercito di neolaureati che, spesso senza compenso, lavora puntando tutto sulla formazione.

    Ma le cose potrebbero cambiare. Nella riforma delle professioni che il Governo sta studiando sarebbe, infatti, previsto l’obbligo di un compenso per i praticanti. Sulla linea di quanto già stabilito dai codici deontologici di avvocati, commercialisti e ragionieri.

    Avvocati. Prima di sostenere l’esame di abilitazione l’aspirante avvocato è chiamato a svolgere un tirocinio biennale in uno studio legale. « Di questo passo c’è il rischio che nel lungo periodo i praticanti sorpassino i professionisti » , dice Gaetano Romano dell’Anpa (Associazione nazionale praticanti e avvocati).

    Che propone la sua ricetta: « L’esame di Stato deve essere un’abilitazione alla professione, non un concorso a numero chiuso. La valutazione dovrebbe essere meno severa: sarà il mercato a fare la selezione » . Sulla formazione, però, non ci sono scorciatoie: « Il praticantato — aggiunge Romano — va fatto negli studi professionali.
    Attribuirlo all’Ordine equivale a ledere la concorrenza».

    Medici. « Il decreto 445/ 2001 ha previsto un tirocinio valutativo di tre mesi, di cui uno presso lo studio del medico di medicina generale— ricorda Mauro Mazzoni, segretario della Simet ( Sindacato italiano medici del territorio) —. In questo modo si rivaluta una branca per troppo tempo considerata di secondo ordine » . « Il tirocinio presso uno studio di medicina generale è molto formativo » , aggiunge Piergiuseppe Conti dello Snami ( Sindacato autonomo dei medici italiani). Gli altri due mesi di praticantato si svolgono all’interno dei reparti di medicina e chirurgia di un ospedale.

    I tutor. Diverso il caso di chi segue i tirocinanti: « Per il tutor — spiega Mario Falconi, dell’Ordine dei medici di Roma — non è previsto compenso. Il rischio è, dunque, che i tutor non siano più disposti a seguire i giovani ».