“Professioni 2″ Fita: nessun aiuto allo sviluppo

14/04/2005
    giovedì 14 aprile 2005

    sezione NORME E TRIBUTI – pagina 26

    Fita: nessun aiuto allo sviluppo

      M. C. D.

      ROMA • Un’occasione persa. Per Ennio Lucarelli, presidente di Fita Confindustria: «la riforma delle professioni potrebbe aiutare la competitività del Paese. Purtroppo, abbiamo l’impressione che la ricerca di voti sia un condizionamento troppo pesante per trovare la soluzione adatta».

      Presidente Lucarelli, quali sono i punti critici dell’emendamento del Governo?

        Dobbiamo registrare l’abrogazione dal decreto legge del comma sui limiti all’istituzione di nuovi Ordini: ciò equivale a una dichiarazione di disponibilità. In questo modo aumenta lo spazio per gli Ordini e si restringe la libertà. Quanto alle Associazioni non si chiarisce se esse siano anche l’ente certificatore degli iscritti, sommando questo compito a quello di aggiornamento e configurando un conflitto di interesse.

        La commistione riguarda anche gli Ordini.

          Purtroppo sì. La soluzione è che la certificazione sia affidata a un organismo terzo.

          Come giudica il silenzio sulle società?

            Non ci si rende conto che le società sono un strumento per rendere le attività professionali più competitive rispetto ai concorrenti esteri. Certo, se l’alternativa era una disciplina antiliberale preferiamo il silenzio. È meglio continuare a operare in un limbo, piuttosto che essere nelle condizioni di lavorare con una mano legata dietro la schiena.

            C’è una via d’uscita?

              Una possibilità di intervento per migliorare la competitività esiste ancora. Il ministro Castelli ha cercato di mediare ma nel resto del Governo non c’è stata la stessa attenzione. Parleranno i risultati.