“Professioni 1″ La maggioranza blinda gli Ordini

14/04/2005
    giovedì 14 aprile 2005

    sezione NORME E TRIBUTI – pagina 26

    La maggioranza blinda gli Ordini

    M. C. D.

    ROMA • Gli Ordini stiano tranquilli. La delega del Governo— inserita con un emendamento al Dl sulla competitività — non potrà ledere le competenze professionali, anche quelle riservate. Alleanza nazionale — spiega il responsabile " professioni", Nino Lo Presti — punta con un subemendamento a circoscrivere la delega al Governo. Un mandato che secondo la proposta non riguarda neppure «le disposizioni che regolano il rapporto di lavoro, autonomo o subordinato, e le forme individuali, associative o societarie con cui sono esercitate le professioni» organizzate in Ordini.

    Il messaggio di An va ai vertici degli Ordini, che non devono temere neppure " tagli nel mandato", collegati all’entrata in vigore dei provvedimenti che completeranno la riforma. Con queste assicurazioni Alleanza nazionale — che molto si è spesa per ampliare la portata delle misure dedicate alle professioni nel decreto legge sulla competitività — spera nel consenso del Comitato degli Ordini ( Cup) riunito oggi in assemblea.

    La riforma proposta dal Governo ridefinisce l’organizzazione degli Ordini, articolati nel livello locale, nel coordinamento regionale e nel Consiglio nazionale. Quest’ultimo dovrebbe essere eletto dall’Assemblea nazionale ( una novità), cui spetta approvare anche lo statuto e il codice deontologico. Il mandato dei consiglieri degli Ordini e dei Consigli nazionali ( rispettivamente quattro e cinque anni) potrà essere rinnovato per non più di tre volte consecutive.

    L’emendamento del Governo consacra le tariffe ( stabilite nell’interesse generale), in massimi oltre che in minimi inderogabili. I professionisti saranno obbligati a stipulare una polizza per i rischi derivanti dall’attività ( pena conseguenze disciplinari). Infine gli Ordini dovranno curare « l’aggiornamento periodico obbligatorio degli iscritti » , organizzando corsi e seminari anche d’intesa con altre amministrazioni pubbliche e con università e Casse previdenziali.

    Se la reazione ufficiale degli Ordini è attesa per oggi, le Associazioni hanno già dichiarato guerra all’emendamento. Il Coordinatore del Colap, Giuseppe Lupoi, evidenzia che si torna al riconoscimento delle professioni, quale lasciapassare per quello delle Associazioni. Il Colap, invece, ha sempre sostenuto che il perno deve essere la " cittadinanza giuridica" delle Associazioni.

    Giorgio Berloffa, presidente di Assoprofessioni, rileva come l’emendamento del Governo riconduca le attività tipiche degli Ordini a quelle previste da disposizioni normative o da ordinamenti professionali. Questa interpretazione — afferma Berloffa — ben difficilmente potrà permettere il riconoscimento di professioni e delle relative associazioni. Infatti, l’esercizio di attività «regolamentate o tipiche » degli Ordini preclude il " timbro" dello Stato alla nuova professione.

      Nella precedente versione Castelli si parlava di prestazioni ( non di attività che ne rappresentano un insieme coordinato) relative ad attività « regolamentate, tipiche » degli Ordini. Oggi, invece al bacino delle attività regolamentate si aggiunge quello delle « tipiche ».