Produttività, l´auto made in Italy arranca il solo impianto polacco batte i 5 nostri

25/10/2010

TORINO – La produzione per addetto, ecco il problema posto da Marchionne ai sindacati e soprattutto al sistema Italia. I dati dicono che la questione è seria. Nei cinque stabilimenti italiani si realizzano oggi 650 mila auto all´anno con 22.080 dipendenti. Il calcolo è fatto considerando i dipendenti direttamente legati alla produzione. Così, ad esempio, a Mirafiori entrano nella statistica solo i 5.800 dipendenti delle carrozzerie e non tutti coloro che lavorano nel sito e si occupano in generale del gruppo Fiat. Con queste avvertenze, la produzione annua media di ogni addetto italiano è di 29,4 auto. In Polonia, dove si realizzano oggi la Panda, la 500 e la Y, c´è la produttività per addetto più alta: cento auto all´anno costruite da ognuno dei 6.100 dipendenti, quasi quattro volte la produttività italiana. Il Brasile si colloca al di sotto della Polonia (77,6 auto per addetto) ma comunque va oltre il doppio della produttività italiana. La media per addetto sommando la produzione delle tre aree principali dove si producono le auto dei marchi Fiat è di 53,2 auto per addetto, comunque quasi il doppio della media italiana. Prima della crisi, quando la cassa integrazione non la bloccava per mesi interi, la produzione italiana era comunque di 900 mila auto all´anno e la media per addetto era di 40 vetture.
La differenza tra l´Italia e il resto del mondo ha diverse spiegazioni. Certamente è più facile vendere un´utilitaria che un´auto di cilindrata medio alta. Dunque è più semplice realizzare medie produttive record a Tichy, in Polonia, dove si sfornano Panda e 500, che a Cassino dove si realizzano le Lancia Delta e le Alfa Giulietta. Ma non va dimenticato che il principale stabilimento italiano, Melfi, produce utilitarie e ne sforna 250-300 mila pezzi all´anno quando il mercato tira. Il problema è che la fabbrica di Melfi produce da sola la metà della produzione italiana. E che in alcuni stabilimenti italiani si attende da tempo che il Lingotto indichi se intende realizzare nuovi modelli visto che i vecchi stanno per cessare la produzione. Perché a Pomigliano le linee sono praticamente ferme (resiste la produzione residuale della 159) in attesa della partenza della produzione della nuova Panda e a Mirafiori si aspetta di capire quale sarà il futuro visto che Idea, Musa e Multipla finiranno presto di essere prodotte e il nuovo monovolume previsto andrà in Serbia. A Torino l´unico modello che oggi tira è la Mito. Su Termini Imerese è stata detta da tempo la parola fine ma anche escludendo dai calcoli lo stabilimento siciliano la produttività italiana non sembra destinata a salire perché gli addetti sono pochi.
Diverso è il discorso in Brasile dove si produce per il Sudamerica, mercato comunque emergente e dove la Fiat ha la leadership. Ma la situazione nei mercati emergenti non è comunque paragonabile a quella europea. Basta pensare che il solo gruppo Volkswagen, che ha un buon posizionamento in Cina, venderà in quel paese nel 2010 1,8 milioni di auto, non molto al di sotto della intera produzione del gruppo di Torino.
Difficile immaginare che il divario della produttività possa essere superato solo intervenendo sul costo del lavoro che, dice Marchionne, incide per l´8% sul costo finale. Più probabile che la risposta debba venire dal sistema economico e politico chiamato a sfoltire le norme che rendono difficile investire in Italia.