Prodotti a prezzi scontati per salvare la tredicesima

10/11/2003


8 Novembre 2003

INIZIATIVA DELL’INTESA DEI CONSUMATORI IN 100 PIAZZE ITALIANE

Prodotti a prezzi scontati per salvare la tredicesima
Dal 16 al 23 dicembre vendita diretta di panettoni, torrone e alimenti
per il pranzo di Natale. La Confesercenti accusa: «E’ una sceneggiata»

ROMA
Panettoni e torroni per il cenone e il pranzo di Natale, ma anche libri e cd da mettere sotto l’albero come regali. Tutti venduti direttamente, in piazza, a prezzi più bassi rispetto a quelli dei negozi. Le associazioni dei consumatori hanno in programma questa iniziativa per «salvare la tredicesima». Scettica la Confesercenti, contraria a una «sceneggiata» che non risolve la crisi dei consumi e il problema del carovita. In accordo con le associazioni di categoria dei produttori agricoli e con alcune aziende alimentari, l’Intesa dei consumatori organizzerà tra il 16 e il 23 dicembre nelle piazze di 100 città italiane la vendita diretta di molti dei prodotti tipici delle feste natalizie «a prezzi bassissimi».
L’obiettivo è salvaguardare i portafogli delle famiglie nel periodo dell’anno di maggiori spese, appunto la settimana prima di Natale. Nelle piazze verranno allestiti «punti risparmio», in cui saranno venduti panettoni, pandori, torroni e prodotti agricoli a prezzi competitivi, uguali a quelli alla produzione, senza i sovrapprezzi legati alla distribuzione e alla promozione dei prodotti.
«Ma la campagna – spiega il presidente di Federconsumatori, Rosario Trefiletti – potrebbe essere estesa anche a libri e cd e a una vasta gamma di oggetti da regalare a Natale». I consumatori propongono inoltre di boicottare le pompe di benzina che espongono i listini più cari e di «entrare solo nei negozi che esporranno il bollino sconto sulle vetrine», cioè in quegli esercizi che aderiranno alla campagna di sconti promossi dall’Intesa (del 10% per i prodotti alimentari e del 25% per i generi non alimentari). Sui siti internet delle associazioni, poi, sarà diffusa una «guida all’acquisto dei regali di Natale» per trovare spunti e idee per regali che non superino i 10 euro. A sostegno della campagna dei consumatori c’è l’andamento dei prezzi degli alimentari. Secondo i dati Ismea, a fine ottobre la frutta è schizzata di quasi il 30%, con un aumento su base annua del 7%, ben superiore al tasso di inflazione. L’impennata settimanale è bilanciata solo in parte dal calo degli ortaggi, i cui prezzi al dettaglio sono invece scesi in sette giorni del 4%.
L’iniziativa dei consumatori e dei produttori agricoli «per salvare la tredicesima» «è un abuso» e sembra «più una sceneggiata» che un modo serio «per affrontare il vero nodo della crisi dei consumi e degli aumenti dei costi». Così il presidente della Confesercenti, Marco Venturi, commenta la campagna lanciata dell’Intesa dei Consumatori. «L’iniziativa – spiega – rappresenta un abuso che non può avere sbocchi commerciali attraverso la promozione diretta dei prodotti ortofrutticoli, se non nelle aree limitate dei mercati esistenti o nei fondi agricoli.
È una sceneggiata che riporta il sistema distributivo indietro di qualche secolo quando i pachino potevano essere consumati soltanto al sud e le mele in Trentino».
Confesercenti rimanda al mittente le accuse lanciate contro i commercianti per gli aumenti dei prezzi e chiede che anche gli esercenti possano godere di «tutte le agevolazioni degli agricoltori: non pagare tasse, non pagare l’occupazione di suolo pubblico e essere riforniti direttamente dai produttori eliminando le numerose fasi di intermediazione». Solo tagliando i costi «anche i commercianti saranno in condizione di vendere a prezzi più bassi». Venturi ribadisce quindi che la proposta dell’Intesa di applicare sconti del 10% sui prodotti alimentari e del 25% sui non alimentari è «irrealizzabile».