Prodi: «Vogliamo abbassare le tasse»

08/05/2007
    martedì 8 maggio 2007

    Pagina 3 – Economia e imprese

    «Vogliamo abbassare le tasse»

      La linea di Prodi: non sono suicida, non farò un’altra Finanziaria di lacrime e sangue

        di Laura Matteucci / Milano

        IL QUADRO Taglio del cuneo fiscale a partire dal primo luglio, come previsto in Finanziaria, impegno a lavorare «con serietà» per la riduzione delle tasse, pareggio di bilancio entro fine legislatura. Il presidente del Consiglio Romano Prodi parla al convegno dell’Unioncamere, e traccia le linee della prossima politica economica del governo. Il quadro è complessivamente positivo, come confermato anche dalla Commissione europea, e permette a Prodi di dire che non sarà costretto al «suicidio» di una Finanziaria dura come l’ultima. «Ho fatto una Finanziaria molto dura sapendo cosa comportava politicamente», dice. I risultati, comunque, «si vedono», dice Prodi ricordando gli apprezzamenti dell’Unione europea, del Fondo monetario internazionale, dell’Ocse e dell’agenzia Moody’s.

        Però: «Non sono un suicida e non voglio quindi farne un’altra – annuncia il premier – E allora il discorso sul cosiddetto tesoretto, termine più orrendo non poteva essere inventato, è molto semplice: va utilizzato in modo che non dobbiamo fare un’altra Finanziaria come questa». In altre parole: «Non possiamo imporre – prosegue Prodi – nuovi tributi o inasprire quelli esistenti, ma si deve andare, a tempo debito ma con serietà, verso la diminuzione della pressione fiscale, perchè ci collochiamo fra i paesi a più elevato peso fiscale».

        Prodi ribadisce le priorità già espresse sull’utilizzo dell’extragettito, a partire dalle politiche sociali: «Ci sono troppe persone che fanno fatica ad arrivare a fine mese», anziani e famiglie numerose innanzitutto. «Con la massima franchezza – spiega – ritengo che un’azione di politica sociale sia anche una scelta di politica economica, perchè darà un’iniezione alla domanda interna».

        La seconda priorità riguarda la competitività: parte delle risorse andranno alle infrastrutture.

        Un quadro chiaro, come commenta anche Pierluigi Bersani, ministro allo Sviluppo economico: dopo «tante altalene di affermazioni – dice – si comincia a capire per quale prospettiva stiamo lavorando. Prodi l’ha chiarito bene: avendo alle spalle una Finanziaria durissima non vogliamo ribadirla». «Siamo alla ricerca di un equilibrio che ci consenta di fare una Finanziaria molto leggera – conferma – compatibile con uno sforzo, man mano che si liberano le risorse, verso chi ha meno. Questa è la nostra stella polare».

        Il primo intervento, in ordine di tempo, è comunque il taglio del cuneo fiscale, già fissato al primo luglio, reclamato dall’Europa e promesso alle imprese.

        Tutto da realizzare nel rispetto degli impegni per il risanamento del bilancio, perchè – riprende Prodi all’Unioncamere – l’equilibrio dei conti pubblici, insieme alla stabilità monetaria, è «fondamentale per lo sviluppo di lungo periodo». L’obiettivo è ambizioso: «arrivare entro fine legislatura al pareggio di bilancio» e alla revisione del rapporto tra debito e prodotto interno lordo.

        Il Paese ha fatto un «grande sforzo per rimettere in equilibrio» i conti, «risultato del quale si sottovaluta la portata: il percorso è lungo, ma oggi siamo credibili, abbiamo più fiducia», dice ancora Prodi assicurando che riusciremo ad evitare manovre correttive per il 2008. Ammesso di mantenerci «virtuosi».

        E questo implica anche un impegno ad una riconsiderazione della spesa pubblica, a cominciare dalla ridefinizione delle priorità dei ministeri e dalla loro ristrutturazione. A partire dagli impegni assunti con il contratto per i dipendenti pubblici.

        Rigore, ma anche sostegno alla domanda interna, insomma. Anche perchè i segnali di ripresa ci sono, ma l’economia è «ancora fragile», riprende il premier. Fondamentale resta il processo di trasformazione: entrare in nuovi settori di attività, mentre il settore dei servizi deve supportare sempre più il comparto manifatturiero, dove è necessario che le imprese riescano ad aumentare le loro dimensioni.