Prodi: «L´euro non ha colpa»

17/09/2003

       
       mercoledì 17 settembre 2003
      Pagina 7 – Economia
 
 
      LA POLEMICA
      Il presidente della Commissione Ue ironico: la moneta unica l´ha introdotta mia nonna

      Prodi: "L´euro non ha colpa
      i rincari sono un caso italiano"

      Rutelli: "Il governo ha pensato che un po´ di inflazione avrebbe fatto bene. E invece ci troviamo con un peso grave"
      LUISA GRION


      ROMA – Non date la colpa all´euro: non è stata la moneta unica a trascinare i prezzi nella travolgente corsa che fa sballare i conti degli italiani. Basta vedere quello che è successo negli altri paesi che l´hanno adottata. Nel giorno dello sciopero della spesa, voluto dai consumatori per protestare contro i continui rincari, Romano Prodi ha preso la parola per proteggere l´euro da facili attacchi. Presidente della Commissione europea e profondamente legato all´avvento della moneta unica per difenderla ha detto: «Ormai l´euro l´ha introdotto mia nonna. Il caro prezzi continua in Italia in modo diverso rispetto agli altri paesi europei». Dunque, ha ammesso, c´è qualcosa di anomalo che va al di là degli effetti causati da un cambio di valuta e dei normali arrotondamenti.
      D´altra parte – senza arrivare alle conclusioni tratte qualche settimana fa dagli industriali che avevano individuato nei commercianti e nei disinvolti «cambi» da loro praticati le responsabilità degli aumenti – oltre alla protesta dei consumatori sta montando anche la polemica di opposizione e sindacato. Entrambi richiamano il governo alle sue responsabilità. Per Rutelli, leader della Margherita «L´aumento dell´inflazione non è colpa dell´euro ma di com´è stato gestito il change-over. Da noi è stato gestito male nella fase in cui il governo di centrodestra ha pensato che un pochino d´inflazione avrebbe fatto bene all´economia, facendo crescere i consumi. E invece il tasso è diventato stabile ed è un peso grave per l´economia, la competitività, ma soprattutto per il potere d´acquisto delle famiglie». «L´inflazione reale sui prodotti di largo consumo è più alta di quella dichiarata» ora, ha specificato, l´opposizione farà «una battaglia in Finanziaria affinché vengano monitorati prezzi e speculazioni».
      E´ la linea sulla quale concorda l´intero sindacato. Guglielmo Epifani, leader della Cgil, ha definito «sacrosanta» la protesta di ieri e chiede «che il governo proponga misure che tengano sotto controllo la dinamica dei prezzi e, per quello che può, delle tariffe». Assieme Cgil, Cisl e Uil ritengono che quella dei prezzi sia una delle grandi questioni che riguardano «il futuro del Paese, in particolare i lavoratori ed i pensionati, fino ad oggi però il governo non ha fatto nulla». Angeletti, leader della Uil, ha denunciato come l´aumento dei listini «non abbia alcuna giustificazione», ma sia solo una «gigantesca speculazione a vantaggio di qualche migliaio di imprese commerciali: non ci sono aumenti di prezzi alla produzione, né nell´industria, né nell´agricoltura. Anche il petrolio è rimasto fermo: è una situazione inaccettabile, ci stiamo impoverendo» Quanto allo blocco della spesa la Cisl ha fatto notare che «molti pensionati sono costretti a farlo ogni giorno».
      Al tiro incrociato ha a risposto il ministro Antonio Marzano che ha criticato lo sciopero pur ammettendo il problema. «I consumatori dovrebbero scioperare ogni giorno – ha detto – ma non in questo modo. Il mercato è abituato a scegliere, e anche chi è responsabile della spesa deve farlo, scioperando verso i commercianti furbi e non contro gli onesti che io credo siano la maggioranza». Ma dalla maggioranza arriva anche la polemica della Lega, convinto che le Attività produttive non abbiano fatto abbastanza per arginare il pericolo e che ora – come ha detto Polledri, capogruppo in Commissione – «bisogna affrontare il problema in modo più incisivo». Magari prevedendo sanzioni contro chi specula.