Prodi: graduale aumento dell’età pensionabile

23/03/2007
    venerdì 23 marzo 2007

    Pagina 14 – Economia & Lavoro

    Prodi: graduale aumento
    dell’età pensionabile

      Parte la nuova concertazione. Padoa-Schioppa: crescita del 3% con le riforme

        di Bianca Di Giovanni/ Roma

        CAMBIARE «È l’occasione per cambiare insieme il futuro dell’Italia con uno spirito costruttivo». Così il premier Romano Prodi presenta l’apertura dei tavoli di concertazione con le parti sociali. Il percorso si avvia con un documento stringato (7 cartelle) che indica gli obiettivi di fondo del governo: crescere e redistribuire la ricchezza in modo equo. Tanto più che l’economia italiana ha già inenscato uno sprint inedito: con le riforme la crescita «potrebbe arrivare anche al 2,5 o 3%» rivela Tommaso Padoa-Schioppa in un’audizione in Senato. Il tutto anche grazie al grande sforzo di risanamento che ha ridotto il debito di un punto e mezzo di Pil, al 105,4%. Partiranno quindi in un clima positivo i tre tavoli avviati dall’incontro di ieri. Si comincia con quello su produttività e competitività (mercoledì); poi modernizzazione della pubblica amministrazione (giovedì mattina); infine welfare e previdenza (giovedì pomeriggio). Il termine ultimo per il confronto è la presentazione del Dpef, spiega il sottosegretario Enrico Letta, ma «abbiamo ferma intenzione di fare presto», aggiunge subito Prodi.

        Nel documento, presentato al tavolo dal premier ma redatto in modo collegiale dai ministri economici che fino a ieri mattina hanno limato il testo, l’esecutivo scopre le carte sulla partita più complessa dello scacchiere: la previdenza. «In un sistema contributivo – si legge nel testo – la via maestra per assicurare l’adeguatezza dei trattamenti è costituita dall’innalzamento dell’età di pensionamento e dalla continuità della contribuzione». Sull’età si prevede un innalzamento «graduale», mentre sulla continuità si pensa soprattutto a sostenere la contribuzione dei più giovani, i più esposti alla precarietà. Il governo ribadisce e rinforza «l’impanto del sistema contributivo introdotto dalla riforma Dini – si legge ancora nel documento – rispetto al quale anche una periodica revisione dei coefficienti di trasformazione si pone come elemento per garantire la sostenibilità economico-finanziaria». Età più alta e coefficienti rivisti sono due pillole amare per il sindacato. Ma i modi e i tempi sono tutti da concertare. E non solo: sul tavolo arriva anche il corposo «pacchetto» del welfare, elaborato da una speciale task-force del ministero guidato da Cesare damiano. Così Prodi parla di «importi troppo modesti di numerose pensioni in essere». Inoltre «vogliamo mantenere i diritti acquisiti per coloro che hanno già maturato i requisiti per andare in pensione – prosegue il premier – vogliamo inoltre guardare al futuro, alle pensioni che saranno percepite dai giovani». Le «risposte convincenti» che l’esecutivo vuole dare sono rivolte a giovani, donne e ultracinquantenni, cioè i gruppi per cui è più difficile assicurarsi una anzianità contributiva sufficiente.

        Naturalmente parecchi interventi sono previsti anche negli altri due tavoli, e tutti molto costosi. «Le risorse sono quelle già indicate dal ministro Padoa-Schioppa», spiega Letta riferendosi alla trimestrale di cassa presentata venerdì scorso. In quel documento il ministro ha indicato in 8-10 miliardi le maggiori entrate da considerare strutturali, ma ha «concesso» la disponibilità soltanto per una quota minima di quelle risorse: dai 500 milioni ai 2,5 miliardi. Stessa posizione ribadita ieri dal titolare dell’Economia audito in Senato. Allo stato attuale «non avremo bisogno di fare una manovra corretiva per il 2008» perché abbiamo già le risorse necessarie« per ridurre il deficit», come richiesto dall’Europa. Quelle risorse sarebbe ro appunto i 7,5 miliardi da sottrarre al «tesoretto». Ma su questo punto il dibattito politico è tutto aperto: non è affatto detto che la manovra per il 2008 si debba fare tutta sulle entrate. In ogni caso il premier non si è scostato ieri dalla linea del rigore del superministro. I conti pubblici sono migliori ma l’ambito d’azione è limitato, avrebbe osservato Prodi aprendo l’incontro. All’inizio del suo intervento il presidente del consiglio ha anche ricordato la figura di marco Biagi, di cui «ricorre in questi giorni l’anniversario della morte».

        Ogni tavolo sarà composto da un certo numero di sotto-tavoli, che si terranno comunque a Palazzo Chigi. All’interno dell’area dedicata a welfare e pensioni compare anche la questione abitativa. Il ministro Antonio Di Pietro ha annunciato l’arrivo di un «pacchetto casa» e in Parlamento l’Unione annuncia di voler inserire nalla delega sulle rendite le proposte per abbattere l’Ici e per favorire gli sgravi sugli affitti. Le misure potrebbero prendere corpo nella seconda metà dell’anno, come alcune indiscrezioni facevano capire già l’altro ieri. La priorità è per gli ammortizzatori destinati a precari e pensionati.