Prodi: con i sindacati voglio la «nuova concertazione»

18/11/2005
    venerdì 18 novembre 2005

      Pagina31 Economia

      L’incontro con Montezemolo e i leader di Cgil, Cisl e Uil

        Prodi 10 anni dopo: con i sindacati
        voglio la «nuova concertazione»

          ROMA – A qualcuno è sembrato di essere tornati al ’96. Certo la sala riunioni accanto all’ufficio di Romano Prodi a piazza Santissimi Apostoli non è la sontuosa sala verde di Palazzo Chigi e soprattutto il professore non è più il presidente del Consiglio, ma solo l’aspirante tale. Ma il giro di incontri che Prodi ha voluto ieri con Cgil, Cisl e Uil, Confindustria, Confcommercio e Confcooperative, ha fatto respirare alle parti sociali un’aria di «concertazione» che, appunto, non si respirava da anni. A un certo punto, nella riunione con Guglielmo Epifani (Cgil), Savino Pezzotta (Cisl) e Adriano Musi (Uil), Prodi ha pronunciato la magica formula: «Nuovo modello di concertazione». Musica per le orecchie dei sindacalisti, soprattutto di Pezzotta. Con il leader della Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, accompagnato dal direttore generale, Maurizio Beretta, il professore ha usato parole diverse, sottolineando l’utilità del «confronto» e del «dialogo» tra le parti sociali, linea sulla quale del resto Montezemolo ha impostato fin dall’inizio la sua presidenza. Parole a parte, il concetto sul quale in tutti gli incontri ci si è trovati d’accordo è che governo, sindacati e imprese devono rimettersi intorno a un tavolo per rilanciare il Paese. È il suggerimento che in maniera più o meno esplicita è venuto più volte anche dal presidente Carlo Azeglio Ciampi.

          E allora si può già immaginare che, in caso di vittoria del centrosinistra alle elezioni, uno dei primi atti del governo Prodi sarebbe l’apertura di un tavolo di «nuova concertazione», dove l’aggettivo sta ad indicare che le parti hanno imparato la lezione del passato e gli errori da evitare: niente più riti inutili, riunioni con 30-40 sigle su ogni argomento e accordi di 40-50 pagine che restano sulla carta. Meglio poche priorità e su queste costruire un patto sociale asciutto.

          Alcuni temi sono stati messi ieri sul tavolo. La Confindustria ha insistito sulla riduzione del cuneo fiscale e contributivo sul lavoro e qui ha trovato un Prodi molto disponibile. Cgil, Cisl e Uil hanno chiesto di rivedere la riforma delle pensioni, facendo saltare l’aumento dell’età pensionabile dal 2008. Prodi ha preso appunti, ha fatto qualche apertura, ma con cautela. Atteggiamento prudente anche sulla riforma del mercato del lavoro, che la Cgil vorrebbe eliminare, la Cisl solo correggere e la Confindustria conservare. Il leader dell’Unione ha cercato di mettere tutti d’accordo dicendo che l’importante è combattere la precarizzazione del lavoro. Insomma, le distanze ci sono, senza neppure approfondire i singoli temi, come pure Prodi ha promesso che farà con le singole organizzazioni.
          Nonostante ciò, è bastata la sensazione di poter tornare ad essere protagonisti per far dire a tutti i leader sindacali e imprenditoriali che gli incontri di ieri sono andati «molto bene». E non è stata solo cortesia.

          Enrico Marro