Prodi & Cgil – di Ivo Caizzi

11/06/2002

Lunedì, 10 giugno 2002


offSHORE
di Ivo Caizzi

PRODI & CGIL

      PRODI & CGIL
      L’attesa «stretta di mano» a Bruxelles non c’è stata. Ma il presidente della Commissione, Romano Prodi, e il segretario del sindacato Cgil, Sergio Cofferati, hanno fatto intuire quello che può essere il loro principale punto d’incontro, in attesa di decidere se assumeranno insieme la guida del centrosinistra nelle prossime elezioni politiche: la condivisione di una linea profondamente «europeista», orientata a trasferire in Europa la risoluzione di grandi problemi sociali, come la tutela dei diritti dei cittadini o le paure provocate dalla disoccupazione, dalla mancanza di sicurezza, dalle degenerazioni dell’immigrazione illegale, dalle ingiustizie in genere.
      Mercoledì scorso Cofferati, parlando nel Teatro Saint Michel di Bruxelles, ha sostenuto con energia l’importanza per il centrosinistra di un maggiore impegno in una Ue da orientare sempre più verso le tematiche politico-sociali. Il giorno dopo Prodi, tradizionale promotore dello stesso concetto, ha dichiarato pubblicamente di «concordare» con il leader della Cgil.
      Nell’Europarlamento, dove si svolgeva una riunione della Convenzione (che sta studiando le riforme per il futuro dell’Ue), la sintonia dei due sull’Europa ha generato molte considerazioni informali tra gli italiani presenti. Le più maliziose, provenienti dal centrodestra, ipotizzavano che la comune linea europeista del presidente della Commissione e del leader della Cgil sarebbe «una scelta obbligata perché sulla politica interna italiana sono destinati a non concordare su nulla». Da fonti dell’Ulivo si è sentito rispondere che «proprio le rispettive diversità, e la conseguente possibilità di fare presa su elettorati diversi, costituiscono un punto di forza del tandem Prodi-Cofferati».
      AMATO & D’ALEMA
      Nel teatro Saint Michel, mentre parlava Cofferati, è arrivato l’ex premier Giuliano Amato, impegnato a Bruxelles come vicepresidente della Convenzione. Poco dopo è stato indicato al pubblico e citato dal leader della Cgil, che a fine incontro ha salutato personalmente. Vari spettatori hanno subito commentato il «significato» di quella visita, perchè Amato è legato al ds Massimo D’Alema, considerato ostile alla eventuale leadership di Cofferati nella sinistra. Qualcuno l’ha interpretato come il segnale di una «pace» già concordata. Altri hanno sospettato l’ex craxiano di essere un «guastatore». Questo secondo giudizio era possibile riascoltarlo anche il giorno seguente, nelle chiacchiere informali fuori dall’emiciclo dell’Europarlamento, subito dopo che Amato aveva rilasciato (nello stesso edificio) dichiarazioni molto dure sull’Ulivo: generando sui giornali e nei telegiornali titoli e servizi sulle carenze della coalizione, verosimilmente poco utili al centrosinistra in vista dei ballottaggi delle elezioni amministrative.
      CANDIDATI
      All’Europarlamento si è diffusa una voce che potrebbe spiegare le recenti turbolenze all’interno dell’Ulivo. Attribuisce alla componente che sostiene il tandem Prodi-Cofferati l’intenzione di proporre agli elettori un possibile futuro governo di centrosinistra che veda nei dicasteri principali solo personaggi come Mario Monti (Esteri), Mario Sarcinelli o Tommaso Padoa Schioppa (Economia e Finanze): relegando in ruoli marginali i «politici di mestiere» tipo i vari Rutelli, Fassino o D’Alema.