Prodi: c’è l’accordo sul tesoretto

21/05/2007
    lunedì 21 maggio 2007

    Pagina 3 – Economia

    Prodi: c’è l’accordo sul tesoretto

      Cinque priorità: aiuto alle pensioni, casa, infrastrutture, innovazione, sostegno alle famiglie

        di Andrea Carugati / Roma

          ACCORDO «completo» su come impiegare le risorse del cosiddetto tesoretto fiscale. Lo annuncia il premier Romano Prodi al termine del vertice di ieri a Palazzo Chigi con i due vicepremier D’Alema e Rutelli e il ministro dell’Economia Padoa-Schioppa. Cinque i punti-chiave su cui investire: sostegno alle pensioni più basse, ai giovani precari e ammortizzatori sociali; infrastrutture; innovazione e ricerca; un piano casa che sarà varato probabilmente dal prossimo Consiglio dei ministri e che dovrebbe contenere anche misure di riduzione dell’Ici; politiche di sostegno alla famiglia. Dunque la quadra su come spendere l’extragettito sembra trovata, almeno per quanto riguarda l’ala riformista della coalizione. Perché sul fronte della sinistra radicale non mancano i primi malumori.

          E tuttavia le decisioni operative su come allocare le risorse saranno prese, ha annunciato Prodi, in occasione dell’ultimo Cdm di giugno, probabilmente il 28, occasione in cui sarà varato il Dpef. Dunque c’è ancora tempo per valutare questa decisione alla luce di una decisione più organica sul bilancio 2008. Ma un punto è particolarmente netto nelle parole del premier: «Vogliamo concentrare la nostra azione sulla necessità di favorire lo sviluppo dell’economia, la crescita». Soddisfatto il leader Ds Fassino: «Sono state assunte decisioni forti e impegnative che consentono di proseguire sulla strada della crescita e della coesione sociale».

          Altro tema caldo del vertice di ieri è il contratto degli statali, quei 101 euro lordi di aumento mensile su cui i sindacati non sono intenzionati a mollare la presa. Su questo Prodi ha annunciato che è stata elaborata una proposta «che avanzeremo direttamente ai sindacati». In questi giorni, infatti, i leader confederali sono impegnati a Siviglia fino al 24 maggio al congresso della Confederazione europea dei sindacati. «Discuteremo insieme a loro appena torneranno, ma ho fiducia che potremo trovare un accordo per sbloccare la tensione in un settore che è particolarmente importante per la nostra vita quotidiana», dice Prodi.

          Nel corso del vertice il ministro della Funzione pubblica Nicolais offre tramite l’Ansa una sua proposta per sbloccare l’impasse: 101 di aumento per il biennio 2006-2007, e l’apertura immediata di un tavolo con i sindacati per allungare di un anno il prossimo contratto del pubblico impiego, quello che dovrebbe riguardare gli anni 2008, 2009 e 2010. «Su questa proposta c’è anche il consenso del ministro Padoa-Schioppa», dice Nicolais. Ma da palazzo Chigi frenano: «La proposta elaborata nel vertice non è quella». Grande prudenza e nessun commento dal fronte sindacale: Valuteremo le proposte del governo quando il quadro sarà più chiaro», spiegano fonti della Cgil. Stesso concetto anche da parte di Cisl e Uil. «Il fatto stesso che il Presidente del Consiglio ci convochi è positivo», dice il segretario della Cisl Raffaele Bonanni. «Dobbiamo vedere nero su bianco, dobbiamo toccare con mano».

          Dunque si è aperto uno spiraglio per evitare lo sciopero del pubblico impiego previsto per il primo giugno. Ma resta da capire quanta parte del tesoretto sarà impiegata per il contratto degli statali: su 10 miliardi complessivi, 7,5 dovrebbero essere destinati alla riduzione del debito pubblico, 2,5 alla spesa sociale. Ed è proprio questo secondo capitolo che potrebbe essere intaccato per far fronte alle richieste dei sindacati: Padoa-Schioppa avrebbe messo a disposizione 2-300 milioni, ma ne servono il doppio. Su questo ieri non sono state date indicazioni. Il vertice è durato poco meno di due ore: il primo a uscire è stato D’Alema, in partenza per l’Afghanistan, seguito da Rutelli. E proprio il ministro dei Beni culturali avrebbe insistito molto sul tema della riduzione dell’Ici, che già lo aveva visto contrapposto al premier nelle settimane scorse. D’Alema è convinto che il tema Ici vada affrontato «più in là», anche perché si tratta di una delle maggiori entrate dei Comuni, mentre su pensioni minime e competitività è opportuno dare subito segnali concreti.

          E tuttavia, stando alla road map indicata da Prodi proprio la casa sarà il primo dei temi affrontati dal Consiglio dei ministri, nella prossima riunione o in quella successiva.

          Il premier, in un’intervista al Tg5 ha anche affrontato il tema dei costi della politica: «Dobbiamo mettere insieme i costi della politica, della democrazia e della burocrazia. Sapendo che sono fatti separati ma che devono essere affrontati insieme per dare ai cittadini la trasparenza di cui hanno bisogno».