Prodi: alzare l´età pensionabile

22/01/2004


GIOVEDÌ 22 GENNAIO 2004
 
 
Pagina 35 – Economia
 
 
La Commissione di Bruxelles ha approvato il rapporto per il vertice europeo di primavera e le "pagelle" sulla politica economica
Prodi: alzare l´età pensionabile

"Riforme al palo nell´Ue". Italia, tarda il risanamento strutturale
          "Occorre sviluppare una politica di prolungamento della vita attiva dei lavoratori con misure su vari livelli"
          Il governo italiano ha fatto progressi sul mercato del lavoro e nell´istruzione, ma resta molto da fare

          DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
          FRANCO PAPITTO


          BRUXELLES – Più investimenti, maggiore produttività e prolungamento della vita attiva. Queste le tre priorità che Romano Prodi indicherà all´Europa nel vertice che si terrà nel marzo prossimo e che sarà tutto dedicato al rilancio dell´economia. Ieri Prodi, accompagnato dal commissario Solbes, ha illustrato all´ Europarlamento la «Relazione economica di primavera 2004» che alimenterà a fine marzo il vertice dei capi di Stato e di governo. E sempre ieri, la Commissione ha approvato il rapporto con cui valuta i progressi compiuti dagli stati membri nell´attuazione delle raccomandazioni di politica economica (GOPE): l´Italia, peraltro non da sola, è oggetto di severe critiche in tema di conti pubblici. In particolare, la sostenibilità dei bilanci a lungo termine è a rischio in circa la metà dei paesi Ue (Belgio, Grecia, Germania, Francia, Spagna, Italia e Portogallo).
          Il documento di primavera sottolinea che procedono a rilento le riforme che i Quindici si erano impegnati a varare quando approvarono la loro «strategia di Lisbona» che dovrebbe fare dell´Europa l´economia «più competitiva del mondo» entro la fine del decennio. Per Prodi, c´è una «contraddizione frustrante» fra le «belle parole degli impegni» e «la realtà dei risultati». Con la ripresa economica alle porte, è però «possibile recuperare il tempo perduto» .
          Di fronte agli eurodeputati, Prodi ha sottolineato ieri che «una delle sfide più complesse per l´Unione nei prossimi anni è l´invecchiamento della popolazione» . E´ una questione difficile «che investe in gradi diversi tutti i paesi dell´Unione e che ha conseguenze importantissime per la nostra economia e la nostra società» . Ne è testimonianza l´intensità del dibattito che si svolge in pressochè tutti i paesi europei e particolarmente in Italia. «Per rispondere a questa sfida» , Prodi invita a «sviluppare una politica di prolungamento della vita attiva dei lavoratori che comprenda misure su diversi livelli» . Innanzitutto, l´età della pensione. Oggi si va in pensione troppo presto: «occorre modificare la struttura dei sistemi pensionistici che spesso incentiva l´uscita dal mercato del lavoro a un´età in cui il lavoratore ha ancora molto da dare alla società». Occorre poi «stimolare la formazione permanente per evitare l´obsolescenza delle qualifiche» e «migliorare i sistemi di organizzazione del lavoro» .
          La Commissione ha anche varato il rapporto sull´attuazione dei Grandi Orientamenti Politica economica (GOPE), che stila pagelle piuttosto critiche sui paesi membri in termini di conti pubblici e competitività. Il capitolo dedicato all´Italia, anticipato nei giorni scorsi da "Repubblica", sottolinea il perdurare dell´ «elevato divario di reddito fra il Nord e il Sud del paese» , nonostante un «relativo miglioramento registrato negli ultimi anni» . Questo è dovuto anche al fatto che i salari non rispecchiano le differenze di competitività fra le diverse aree del paese. La Commissione Ue sostiene in effetti da tempo la necessità di differenziare i salari per incentivare l´occupazione nelle aree più deboli. Per quanto riguarda i conti pubblici, «non ci sono stati molti passi in avanti nella ricerca di un aggiustamento durevole» e si continua a puntare su «misure una tantum» e non strutturali. «Le spese primarie permangono molto difficili da comprimere e questo restringe i margini di manovra per attuare la riforma fiscale» . Le misure adottate per il 2004 «non fanno intravedere un cambiamento significativo nella posizione di bilancio». «Appare in generale indebolita la determinazione del governo di sviluppare una correzione strutturale di notevole portata e c´è il rischio, arrivato ormai a metà legislatura, di un ulteriore rinvio nei prossimi anni» . Il governo dovrebbe «accelerare la prevista riduzione del forte livello d´indebitamento» anche per affrontare più agevolmente il problema dell´invecchiamento della popolazione. In generale, i governanti italiani sono confrontati alla «difficile scelta» fra «migliorare le prospettive di crescita a medio e lungo termine oppure obbedire ai vincoli politici di corto termine» . «Qualche progresso è stato fatto nel mercato del lavoro e nel campo dell´educazione» ma molto resta ancora da fare e si procede «a passo variabile» .