Panorama, proclamazione stato di agitazione

Roma, 27 ottobre 2010

Le segreterie nazionali e il coordinamento unitario delle strutture e dei delegati Pam e Panorama nella riunione del 23 settembre us a Bologna hanno discusso sullo stato delle vertenze in atto determinate dalla disdetta unilaterale dei vigenti CIA e dalla successiva disapplicazione dei diritti: non erogazione del salario variabile e eliminazione dei permessi sindacali per l’attività degli RSA/RSU.

Nel ribadire l’illegittimità delle scelte aziendali che sono e restano un atto grave sia per la lesione dei diritti dei lavoratori sia per la volontà di marginalizzare l’attività del sindacato e dei rappresentanti dei lavoratori, è stata anche espressa perplessità e preoccupazione sulla scelta di voler procedere – proprio in questa delicata fase di contenzioso – ad una fusione per incorporazione della società Panorama in Pam.

Ancora più strumentale è l’atteggiamento dell’azienda negli Ipermercati Panorama: prima effettuando la DISAPPLICAZIONE del Contratto Integrativo Aziendale proprio mentre si dava inizio alla trattativa per il suo rinnovo e poi per aver VOLUTO determinare la rottura della trattativa stessa.

Una posizione rigida e ingiustificata perché:
Non è possibile accusare il sindacato di non essere propositivo, di non comprendere le esigenze dell’azienda (!!) e poi gestire il tavolo della trattativa con proposte che vengono considerate non mediabili, non oggetto di discussione, falsando di fatto il negoziato.

La trattativa per il rinnovo si può sintetizzare in alcuni passaggi fondamentali:

    Panorama ha respinto, pressoché totalmente, le richieste formulate in piattaforma frutto della discussione e del percorso di consultazione delle lavoratrici e dei lavoratori. Alcune di queste richieste perché non erano condivise, altre perché secondo l’azienda, non erano materie pertinenti a quel livello della discussione (!!).
    Panorama ha posto alle parti sindacali delle richieste riguardanti: l’eliminazione del premio fisso per i giovani nuovi assunti, la rivisitazione del salario variabile con una modifica dei parametri per poter erogare il premio solo se l’azienda produce e migliora il proprio utile rispetto all’anno precedente superando quota 3% e prevedendo, in caso di mancato raggiungimento di tale percentuale, un ulteriore sbarramento che preclude la possibilità di concorrere anche per il risultato di punto vendita.
    La soluzione a questi due problemi sono state considerate dall’azienda condizioni imprescindibili per poter ragionare del contratto integrativo.

La risposta sindacale e del coordinamento è stata di rifiuto per l’impostazione aziendale poiché volta a porre le basi della disparità tra i lavoratori (sul salario fisso) e sopratutto volta a non riconoscere materialmente nessun meccanismo economico premiante ed incentivante alle lavoratrici e lavoratori di Panorama.
Il sindacato non si è limitato solo a motivare la contrarietà ma soprattutto ha elaborato insieme al coordinamento una ipotesi alternativa volta a ricercare un terreno possibile di intesa con l’azienda:

    Abbiamo quindi proposto un meccanismo per il salario fisso dei lavoratori nuovi assunti che modifica la modalità di raggiungimento e di erogazione prevedendo anche una ulteriore dilazione nel tempo.
    Per il salario variabile è stato proposto un modello dove, tenendo anche conto della situazione di crisi dell’azienda e del settore, l’erogazione del premio scatta al raggiungimento di un utile annuale sufficiente; cioè si eroga il premio in proporzione all’utile raggiunto. Se non viene raggiunto un utile a livello nazionale sufficiente per far scattare il premio si può concorrere, con lo stesso meccanismo, ad un utile di punto vendita.
    Abbiamo inoltre ribadito, data anche la campagna messa in atto dall’azienda sull’importanza della qualità del prodotto e del servizio al cliente di prevedere tra i parametri per il premio variabile anche quello sulla qualità.

NULLA DI FATTO!! Non potendo muovere il solito atto di accusa sulla incapacità da parte del coordinamento e delle organizzazioni sindacali di elaborare proposte, l’azienda ha decretato che le proprie richieste sul salario fisso e salario variabile non sono mediabili: PRENDERE O LASCIARE!

PANORAMA ha quindi sancito la rottura della trattativa dimostrando un elemento ancora più pericoloso che è quello di non riconoscere alcun valore alla contrattazione integrativa, alla ricerca di soluzioni condivise con i lavoratori.

PANORAMA ha sancito la sua linea fatta di scelte unilaterali, di riduzione delle condizioni economiche e normative delle lavoratrici e dei lavoratori.

Le Segreterie Nazionali di FILCAMS-FISASCAT-UILTuCS e il Coordinamento Unitario di PANORAMA nel ribadire:

    la volontà, come già dimostrato, di trovare delle mediazioni equilibrate per raggiungere un accordo
    dare valore al contratto integrativo come strumento di regolamentazione e di partecipazione dei lavoratori alla vita dell’azienda

RITENGONO INACCETTABILE IL COMPORTAMENTO di PANORAMA a CUI SI CHIEDE di RIAPRIRE il TAVOLO CON POSIZIONI PIU’ EQUILIBRATE PER AFFRONTARE UNA TRATTATIVA SENZA VETI

A SOSTEGNO di QUESTI OBIETTIVI LE SEGRETERIE NAZIONALI FILCAMS-FISASCAT-UILTuCS

CONFERMANO LO STATO DI AGITAZIONE e

PROCLAMANO 8 ORE di SCIOPERO

DA EFFETTUARSI DAL 2 NOVEMBRE AL 21 NOVEMBRE 2010

(la gestione e l’articolazione è demandata alle strutture territoriali)

e UNA CAMPAGNA di INFORMAZIONE CON PRESIDI

nelle PIAZZE e nei PUNTI VENDITA PANORAMA