Proclamato lo stato di agitazione alle Terme Monti: «Sono pronto a intervenire ma…»

10/03/2011

Bologna – Scatta lo stato di agitazione per i 70 dipendenti delle Terme di Porretta i cui stabilimenti sono chiusi da gennaio per restauro. L`azienda prevede la riapertura il primo aprile, ma in ogni caso continuerà fino a luglio la cassa integrazione ordinaria in Deroga. La mobilitazione è stata proclamata unitariamente da Filcams-Cgil e da Fisascat-Cisl i cui rispettivi rappresentanti Ignazio Reina e Mario Garagnani, Silvia Pergola e Luigi Sirani hanno partecipato a una infuocata assemblea alla presenza anche del sindaco di Porretta Sergio Sabattini. I sindacalisti Reina e Pergola parlano la stessa lingua: «Fino ad ora – dicono – i dipendenti hanno dimostrato un forte senso di responsabilità pur non riscuotendo il salario da dicembre e la quattordicesima, ma adesso basta. Se non avremo concrete risposte metteremo in cantiere le necessarie iniziative. Intanto, dopo aver preso parte all`incontro in Provincia, chiediamo che un tavolo di discussione venga attivato anche in regione». In municipio regna una generalizzata preoccupazione e infatti per tenere monitorati gli sviluppi della vicenda, il sindaco ha ricostituito l`apposita commissione consiliare come per altro avevano auspicato il coordinatore locale del Pdl Michele Facci insieme ai consiglieri dello stesso Giovanni Zaccanti ed Emilio Bernabei e la capogruppo della lista di minoranza Maria Marta Carboni. «L`amministrazione – annuncia Sabattini – è disponibile e interessata ad aiutare qualsiasi processo di rilancio. Siamo in attesa del piano industriale accompagnato dai necessari investimenti». QUI, l`altro giorno, ha fatto un sopralluogo il professor Antonio Monti ideatore e costruttore a Bologna delle Terme Felsinee, di quelle di San Petronio e a Castel San Pietro del Villaggio della Salute. «Il mio sogno – confida Monti – sarebbe quello di creare una grande filiera che raggruppasse tutte le realtà termali del bolognese con Porretta che effettivamente dispone di una qualità favolosa delle acque. Ma purtroppo ho verificato come la situazione debitoria della società sull`ordine di una ventina di milioni di euro sia in pratica la stessa di vent`anni fa con la necessità di rinnovare tutto. L`ingegner Checcoli e soci – taglia corto l`imprenditore – debbono mettere mano al portafoglio poiché
se continuano a rimanere legati alle banche i debiti aumentano inesorabilmente».