Processo del lavoro: sulle cause azzerate tutte le spese fiscali

09/11/2001

Il Sole 24 ORE.com






    Approvato ieri dalla Camera il Ddl che reintroduce l’esenzione da qualsiasi onere

    Processo del lavoro, sulle cause azzerate tutte le spese fiscali
    Marcello Frisone
    ROMA – Trova piena "legittimazione" l’esenzione fiscale per i lavoratori che vogliono intraprendere una causa di lavoro. Ieri, infatti, la commissione Giustizia della Camera ha approvato definitivamente, in sede legislativa, il disegno di legge (AC 1476) che reintroduce l’esenzione da qualsiasi onere o spesa nella fase del giudizio, in quella esecutiva e fallimentare nel processo del lavoro. La norma riguarda le controversie di lavoro tra imprese e dipendenti, anche per i rapporti di pubblico impiego, e prevede, come d’altronde stabilito dalla Finanziaria 2000 (legge 488/99, articolo 9, comma 8), la totale esenzione per i lavoratori da imposta di bollo, di registro, tassa o diritto di qualsiasi spesa e natura. Questa tutela nei confronti dei lavoratori, già prevista da molti anni, era stata "accidentalmente" abrogata nel marzo 2001 dalla legge 134 che, introducendo il gratuito patrocinio per i non abbienti, aveva, con l’articolo 23, abrogato l’articolo 10 della legge 533/73. Per effetto dell’innovazione, che sarebbe comunque scattata solo a partire dal 1° luglio 2002, le cause avrebbero subìto un boom di costi che avrebbe scoraggiato chi avesse avuto intenzione di proporne una. Il lavoratore, infatti, avrebbe dovuto anticipare notevoli somme di denaro senza la sicurezza di recuperarle e con il rischio di vedersi riconosciuto, al termine del processo, un diritto il cui valore economico poteva essere minore delle spese sostenute per il procedimento. Una conseguenza che ha visto nei mesi scorsi le proteste delle organizzazioni sindacali che segnalavano la situazione che si sarebbe presto venuta a creare. Per ovviare alla confusione creatasi con le "nuove" disposizioni era intervenuta nel giugno scorso l’agenzia delle Entrate ripristinando in via interpretativa la situazione preesistente e, quindi, più favorevole per i lavoratori. Il sigillo finale alla vicenda, però, doveva avvenire con un provvedimento avente forza di legge che è, appunto, arrivato ieri dalla Camera. Giuliano Pisapia, capogruppo di Rifondazione in commissione Giustizia a Montecitorio, sottolineando che questo tema era stato messo in evidenza dal suo partito sin dalla scorsa legislatura, ha detto che il provvedimento garantisce la tutela del rapporto di lavoro con la concreta possibilità di accesso alla giustizia da parte dei soggetti più deboli.
    Venerdí 09 Novembre 2001
 
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