“Privatizzazioni.2″ Comune di Milano: «Il pericolo è fondato»

09/02/2004


        Sabato 07 Febbraio 2004

        Privatizzazioni
        Il Comune di Milano/ Mario Talamone
        «Il pericolo è fondato»
        MILANO – «In termini di giurisdizione non posso assolutamente pronunciarmi. Tuttavia il rischio che il Tar lombardo giudichi retroattiva la sentenza della Corte Costituzionale, annullando così la privatizzazione dell’Afm (l’azienda che controllava le farmacie comunali) esiste. Ma poiché il contratto di vendita con la Gehe è stato concluso e perfezionato molto prima della pubblicazione dell’intervento della Corte, il Comune auspica che venga osservato il principio della non retroattività: ci sembra un atteggiamento molto rispettoso e ragionevole». Così Mario Talamona, assessore al Bilancio del Comune di Milano, commenta gli ultimi sviluppi della vicenda relativa alla privatizzazione dell’Afm. Assessore c’è la possibilità che il Comune si veda costretto a restituire i circa 130 milioni di euro incassati tre anni fa dalla vendita delle farmacie comunali?
        Al momento non posso dare alcuna risposta al quesito: aspettiamo la sentenza del Tar e poi decideremo il da farsi. Aggiungo, però, che nel bilancio di previsione 2004 del Comune di Milano non è stata prevista alcuna restituzione di somme derivate dalla privatizzazione dell’Afm.
        E se il contratto con la Gehe risultasse nullo?
        In quel caso il Comune di Milano tornerebbe comunque in possesso del pacchetto azionario (80%) ceduto a suo tempo alla Gehe.
        Federfarma sostiene che se l’Afm fosse stata ceduta ai singoli farmacisti il Comune di Milano avrebbe potuto ricavare un beneficio economico anche maggiore: lei che ne pensa?
        So che l’operazione ha seguito un iter ben preciso: è stata fatta una gara a evidenza pubblica e al termine della procedura l’offerta della multinazionale tedesca è risultata la migliore.
        Ora i farmacisti tornano all’attacco e chiedono di acquistare le rivendite: è possibile?
        Innanzitutto ci auguriamo che l’operazione sia confermata. In ogni caso dovremo eventualmente utilizzare procedure a evidenza pubblica e non tramite la vendita "a trattativa diretta". Comunque, per ora, non stiamo esaminando alcuna alternativa.

        MARCO MORINO