“Privatizzazioni.1″ Farmacie, via al Dl salva-vendite

09/02/2004


        Sabato 07 Febbraio 2004

        Privatizzazioni


        Farmacie, via al Dl salva-vendite

        La commissione Sanità del Senato sta per varare una norma retroattiva che bloccherà i ricorsi contro dismissioni per 400 milioni
        ROMA – Gli addetti ai lavori lo chiamano già "emendamento salva-Milano". È la norma retroattiva, all’esame della commissione Igiene sanità del Senato, che dovrebbe far salvo il processo di privatizzazione delle farmacie comunali del capoluogo lombardo: una vendita da 130 milioni per trasferire alla Gehe, società tedesca attiva nella distribuzione intermedia del farmaco, l’80% del pacchetto azionario delle 84 farmacie comunali milanesi. Una cessione su cui però, nel luglio scorso, s’è abbattuta l’ascia della Corte costituzionale, chiamata in causa dal Tar Lombardia su ricorso della Federfarma (titolari di farmacie private).
        L’altolà della Consulta è stato netto: chi distribuisce farmaci, non può anche venderli "al dettaglio". C’è conflitto d’interessi, insomma. E, in questo senso, la legge nel mirino (n. 362/91) è incostituzionale, perché non vieta alle società di distribuzione intermedia di acquisire partecipazioni nelle società di gestione di farmacie comunali, divieto invece esplicitamente previsto per le farmacie private.
        Un duro colpo per la vendita delle 84 farmacie comunali milanesi, considerato che i giudici costituzionali hanno stabilito che la disposizione ha valore di principio generale applicabile sia alle farmacie pubbliche che a quelle private, sancendo così la nullità delle cessioni già perfezionate. Come dire che stessa sorte potrebbe toccare a tutte le altre identiche cessioni, per oltre 400 milioni, avvenute nel resto d’Italia, sulle quali pure pendono ricorsi davanti ai Tar.
        Di qui l’atto riparatore in Parlamento. E anche con una certa fretta, visto che il Tar Lombardia dovrebbe riesaminare la questione il 25 marzo. Già tentato in prima battuta dal leghista Giancarlo Pagliarini – prima con una proposta di legge depositata alla Camera il 18 dicembre scorso e poi con un ordine del giorno alla Finanziaria 2004 accolto dal Governo – l’emendamento "salva-Milano" è ora spuntato al Senato.
        In commissione Igiene e sanità, precisamente, dove il relatore (Valerio Carrara, del gruppo misto), lo ha presentato come vagoncino da agganciare a un decreto legge sanitario (Dl 10/2004 sulle emergenze). Un modo per accelerare al massimo i tempi: il decreto deve infatti essere convertito in legge entro il 22 marzo. In tempo utile, dunque, per anticipare ai limiti del rasoio l’intervento del Tar. Con una formula semplicissima: i contratti realizzati prima della sentenza della Consulta sono «fatti salvi». Solo da quel momento non sarà possibile cedere farmacie comunali a società impegnate nella distribuzione dei farmaci. Una boccata d’ossigeno in piena regola per il Comune lombardo. E per tutti gli altri enti locali coinvolti in vicende analoghe.
        Al Senato, intanto, si annunciano scintille. Le promette Federfarma, che s’è subito attivata con una lettera inviata dal suo presidente, Giorgio Siri, al presidente del Senato, Marcello Pera, ai membri delle commissioni Affari costituzionali e Igiene e Sanità del Senato e al ministro della Salute denunciando la «clamorosa, sconcertante incostituzionalità» della proposta emendativa che «si traduce in un inaccettabile tentativo di sterilizzare una pronuncia del giudice costituzionale». La prossima settimana la commissione passerà ai voti. Poi toccherà all’aula di Palazzo Madama e in ultima istanza alla Camera. Quaranta giorni, con tanto di possibili veleni in coda, per salvare tutto o per mandare tutto a monte.

        SARA TODARO

        Il braccio di ferro sulle farmacie milanesi

        - Nel 2001 il Comune di Milano ha ceduto alla tedesca Gehe,
        società attiva nel settore della distribuzione dei farmaci, l’80%
        delle 84 farmacie municipali per circa 130 milioni di euro.
        La scalata della Gehe rientrava in un piano più ampio: negli
        utimi anni su 15 cessioni totali effettuate in Italia, ben sette
        risultano concluse dai Comuni con la multinazionale tedesca.
        -Lo shopping milanese è stato molto contestato, soprattutto dai titolari di farmacie private aderenti a Federfarma, che nel 2002
        hanno presentato ricorso al Tar Lombardia.
        - Nel luglio 2003 la Corte costituzionale giudica incompatibile l’attività di distribuzione nel settore del farmaco con la partecipazione a società municipali.
        - Il 25 marzo 2004 il Tar si pronuncerà sul ricorso di Federfarma.