Privatizzazione delle lotterie, da Gtech bordate di accuse

05/06/2001

Il Sole 24 ORE.com



    Privatizzazione delle lotterie, da Gtech bordate di accuse
    di Martino Cavalli
    ROMA. Ce n’è per tutti: per Lottomatica, che ha presentato un’offerta al di sotto della "decenza" economica; per l’amministrazione pubblica italiana, che rischia di non capire il rischio che sta correndo; e perfino per il nostro mercato finanziario. Alla Gtech, società americana quotata a New York e attiva nel business delle lotterie, la sconfitta nella gara per Gratta e Vinci e lotterie tradizionali proprio non va giù. E scende in campo pesantemente, sottolineando in primo luogo che di sconfitta ancora non si tratta perché la commissione che ha redatto la graduatoria ha svolto un lavoro tecnico, ma ora sono i Monopoli di Stato che devono decidere, e possono anche sparpagliare le carte.
    Quindi non c’è un vincitore e «se avessimomillantato la vittoria, le autorità di controllo statunitensi ci avrebbero sicuramente sanzionato», hanno detto i vertici di Gtech con un chiaro riferimento al comunicato di Lottomatica del 25 maggio che in Borsa ne ha fatto salire le quotazioni di quasi il 5%.
    Non è chiaro se l’irruenza degli americani – ieri Donald R. Sweitzer, senior vice-president della società, è venuto in Italia apposta per tenere una conferenza stampa – sia condivisa dagli altri partecipanti al consorzio (Autogrill, Banca di Roma e altri), che finora si sono ben guardati dal mettere in mezzo i propri nomi.
    Veniamo alle accuse. Dell’offerta di Lottomatica in dumping, ma anche di quella del secondo classificato, il consorzio con Snai, si è già scritto (si veda «Il Sole-24 Ore» del 29 maggio). Ma nel corso della conferenza stampa, Gtech va oltre e dichiara che «considerando il volume di affari dell’ultimo anno (di lotterie trdizionali e istantanee, ndr), pari a 900 miliardi di lire, possiamo considerare per Lottomatica una perdita stimata nel primo esercizio di 13,7 miliardi».
    «Le Autorità italiane devono stare attente perchè questo è un affare importante e tecnologicamente complicato, che va esaminato bene – ha aggiunto Sweitzer – Se non c’è ritorno economico, il business morirà e non sarebbe la prima volta che ci chiamano a salvare una situazione già compromessa». E con questo "richiamo", Gtech – che nella sua offerta aveva preventivato affari per le lotterie italiane di 18mila miliardi nei sei anni della concessione – ha poi concluso sottolineando che un’eventuale azione legale ci sarà solo se la società avrà l’impressione si essere stata trattata in maniera "unfair".
    Lottomatica ieri ha reagito parlando di «pretestuose dichiarazioni» e di «indebita pressione sull’Amministrazione competente». Dopo aver ricordato che nel suo consorzio è presente un’altra società americana, la Scientific Games, «leader nel mondo nelle lotterie istantanee» ha concluso sottolineando di non volersi «associare a una strumentale querelle, riservandosi ogni azione successiva alla conclusione della procedura in corso».
    Intanto si allontana sempre più l’ipotesi di una aggiudicazione "pacifica" delle lotterie ai privati. Sisal (esclusa a priori) non fa mistero che ricorrerà al Tar e Snai potrebbe fare altrettando. Seguita con ogni probabilità da Gtech.
    Sabato 02 Giugno 2001
 
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